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Formigli: Sento crescere un sentimento d’ira. La scuola trattata miseramente, non si lavora a soluzioni serie

Formigli: Sento crescere un sentimento d’ira. La scuola trattata miseramente, non si lavora a soluzioni serie.

Corrado Formigli, conduttore di Piazza Pulita su la7 è intervenuto sul tema della Scuola. Il suo è un atto di accusa su come sia gestita questa delicata fase della riapertura.

“Delle polemiche sulla ripartenza scolastica colpisce il non volere o sapere contemplare l’impossibile. L’orizzonte, quando parliamo dei nostri figli e del loro futuro, improvvisamente si fa micragnoso. La battaglia contro il virus trova la sua prosecuzione in quella sul lavoro e il mantenimento di un salario di sopravvivenza. Così guai a mettere in discussione – giustamente – casse integrazioni o divieti di licenziamento (sì, ma quanto può durare?). Quando invece si arriva alla scuola, l’Italia torna la solita. Priva di slancio e senso dell’urgenza. I bambini non votano, si sa.

Ma la rabbia di noi genitori davanti a quest’approssimazione avrà delle conseguenze. Si potevano immaginare scuole da campo magnificamente prefabbricate laddove quelle tradizionali non offrissero abbastanza spazio per distanziare i bambini. Si potevano censire caserme e altri edifici pubblici dismessi per offrire nuovi luoghi didattici. Si poteva mettere su un concorso estivo per assumere personale (concorsi a distanza evitando assembramenti, così come si fanno gli esami universitari). Invece eccoci qua. Alla solita melina.

Di chi sarà la colpa, della ministra Azzolina o dei sindacati? Del comitato scientifico o del ministro dell’Economia?Mi rifiuto di pensare che il tema più importante di un Paese, l’istruzione, possa essere affidato alle scelte di un singolo ministro. La formazione della nuova classe dirigente, quella che dovrà ricostruire un Paese, spetta al governo nel suo insieme, possibilmente coinvolgendo le opposizioni. Invece trattiamo questo come un tema secondario. La scuola e la ricerca forse non portano voti. Ma ira e risentimento, quelli sì. Delle famiglie abbandonate. E dei tanti ragazzi futuri emigranti di un’Italia in serie B. Altro che Stati Generali”.

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