Franco Nanni, psicologo: “Lasciate giocare i bambini, l’anticipo scolastico li rende infelici e depressi”

«Forse potremmo ricordarci più spesso che una società sana non è formata da geni depressi e carichi di odio, ma da felici normodotati, capaci di amare, di resistere alle difficoltà, di creare relazioni amorevoli e collaborative. Lasciateli giocare ancora.» E’ questa la citazione più significativa di Franco Nanni, psicologo scolastico, nel suo articolo contro l’anticipazione scolastica dei bambini per Giunti Scuola. Non è necessario infatti, secondo Nanni, iscrivere in tempi precoci i bambini alla scuola primaria, così come pensano la maggior parte dei genitori al giorno d’oggi, sopravvalutando l’anticipo scolastico.
Gli ultimi dati delle Rilevazioni Nazionali degli apprendimenti INVALSI nelle scuole elementari italiane, rivelano che gli alunni anticipatari hanno voti più bassi rispetto alla media dei compagni più grandi frequentanti la stessa classe. E questo gap si prolunga fino alla scuola superiore. Questo perché si tende a valutare questi allievi secondo scale di giudizio poco affidabili, che non hanno fondamento scientifico e che inducono i genitori ad affrettare l’inizio della scuola dei propri figli, credendo di avere davanti dei piccoli geni.
In realtà, secondo dati ufficiali e provati con metodo scientifico, gli alunni anticipatari sono solamente più infelici, poiché imparano da subito a dover rendere qualcosa agli adulti: qualcosa come voti alti, prestazioni inadatte alla loro età e abilità logico-matematiche che serviranno successivamente solo in ambito scolastico. Abilità che possono essere apprese anche negli anni successivi, senza il bisogno di “correre” al raggiungimento di una meta più che superficiale.
Secondo Nanni si dovrebbe invece insegnare ai bambini l’arte del gioco, senza privar loro dell’ultimo anno di asilo, in cui sono sufficientemente preparati ad affrontare la scuola primaria. Imporre ai bambini un anno di anticipo sulla marcia dei coetanei li rende solamente, nella maggior parte dei casi, discriminati e di conseguenza depressi, con disturbi di ansia e problemi psicologici sin da età giovanissima.
A differenza di quanto la maggior parte dei genitori possa pensare, l’anno di anticipo risulta l’esatto contrario della tanto sospirata inclusività. Gli alunni saranno discriminati dai coetanei e male gestiti dagli insegnanti, che nella didattica moderna, tendono a mettere sullo stesso piano ogni alunno, senza soffermarsi sui diversi livelli di competenza.
Lo psicologo Peter Gray, inoltre, afferma che solo giocando si possono acquisire in modo naturale le abilità sociali che serviranno da grandi: ascoltare gli altri, essere creativi, gestire le emozioni e affrontare i pericoli. Differentemente, i piccoli geni saranno soltanto privati troppo presto della possibilità di poter essere creativi, curiosi e liberi.
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