Azzolina insiste: lezioni nei musei. Ma il contratto di prof e Ata è chiaro: non è possibile!

Azzolina insiste: lezioni nei musei. Ma il contratto di prof e Ata è chiaro: non è possibile!
Lucia Azzolina sembra averne fatto un punto d’onore: a settembre, in caso gli spazi alternativi per fare lezione si potranno utilizzare cinema, teatri e altri luoghi di cultura. Lo ha ribadito la Ministra dell’Istruzione nel corso della sua visita alla scuola Giovanni Falcone di Palermo. “Portare gli studenti in quei luoghi e’ un valore aggiunto che serve perché da soli non ci andrebbero”. La ministra dell’Istruzione ha poi continuato: “Abbiamo l’obiettivo di migliorare gli spazi attualmente disponibili, cercarne degli altri fuori dalla scuola, anche per avvicinare gli studenti al mondo della cultura, e potenziare l’organico dei docenti e del personale Ata”,
L’ennesima dichiarazione sull’argomento della Azzolina rischia di provocare un effetto boomerang. I sindacati, infatti, sotto la pressione della base stanno rivalutando l’ipotesi. Il contratto, infatti, non prevede che si possano tenere lezioni in maniera sistematica, al di fuori delle sedi di appartenenza. Questo per evidenti ragioni di sicurezza. Docenti e personale non docente dovrebbero provvedere a gestire le scolaresche in ambienti poco idonei, privi di quei requisiti essenziali alla didattica. Spazi che anche sotto il profilo igienico non presenterebbero quelle caratteristiche necessarie per ospitare delle lezioni.
Osservazioni che sono state fatte proprie anche da larga parte dei dirigenti scolastici. Basti pensare alle dichiarazioni di Mario Rusconi, presidente dell’Anp Lazio che ha sottolineato come non sia possibile costringere il personale docente e non docente a trasferirsi in un museo o in un cinema.
Insomma la marea sta montando, l’unica che pare non accorgersene è proprio la ministra che a Palermo ha anche ribadito che presto gli studenti italiani avranno a disposizione dei banchi monoposto. Per ribadire il concetto ha anche sottolineato come della vicenda se ne sia occupando il commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri. Arcuri che si trasformerebbe in un vero e proprio mago se riuscisse a trovare sul mercato stop di milioni di banchi e poltrone utili. Sarebbe un miracolo se in meno di due mesi trovasse la disponibilità anche solo del dieci per cento degli oltre otto milioni di pezzi necessari.
Anche in questo caso l’Anp e i sindacati hanno spiegato che veloci ricerche di mercato hanno ribadito l’impossibilità di far fronte a una simile esigenza, il cui costo, tra l’altro, sfonderebbe i due miliardi e mezzo di euro. Ma la ministra non pare far caso a simili minuzie. Cosa volete che sia un contratto nazionale di lavoro da rispettare e otto milioni e mezzo di banchi da trovare entro 70 giorni? A settembre il rischio caos è davvero dietro l’angolo.
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