L’ira dei Presidi: Basta con la storia dei cinema come aule! Non si cancellano così le classi pollaio

L’ira dei Presidi: Basta con la storia dei cinema come aule! Non si cancellano così le classi pollaio.
La sensazione di essere stati abbandonati di fronte a una catastrofe è forte. Anzi fortissima. Le linee guida che dovrebbero accompagnare la riapertura hanno lasciato i presidi italiani quanto meno sgomenti. Qualcuno, più ottimista invita all’attesa. D’altronde, al moment,o sembra che le indicazioni fornite siano assolutamente generiche e prive del necessario spessore anche tecnico. Ma come spiega qualcuno “Non si può chiedere ai dirigenti scolastici e al personale di rispondere in solitudine alle motivate esigenze delle famiglie e alla necessità di garantire il servizio a organico e risorse invariate”. Insomma le nozze con i fichi secchi i dirigenti non le vogliono fare.
Spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp): “Il sabato in classe non c’entra nulla con il distanziamento in classe richiesto dall’emergenza sanitaria. Non è proprio una soluzione. Gli alunni sono sempre quelli anche se si fa lezione il sabato e non è nulla di nuovo perché l’autonomia scolastica prevede che ogni istituto decida se fare la settimana corta oppure mettere lezioni anche il sabato. Il nostro problema è distanziare gli studenti e invece abbiamo finora solo un catalogo delle possibilità offerte”.
Mario Rusconi, presidente dell’Associazione dei presidi e dei dirigenti scolastici (Anp) nel Lazio è anche lui critico. ” Con trenta o più studenti per aula non si risolve certo la questione andando a scuola il sabato. Sento ogni giorno centinaia di docenti sgomenti. Non ci sono ancora indicazioni operative dal ministero dell’Istruzione su come ripartire a settembre. Dire che se le scuole non hanno spazi adeguati si può andare a far lezione nei parchi, nei teatri o nei cinema è una soluzione impraticabile. E’ come non dare nessuna linea guida”.
Rusconi propone di fare lezione da 40 minuti. “Per contratto gli insegnanti delle superiori possono lavorare 18 ore a settimana, se scendiamo da 60 a 40 minuti, sono 27 lezioni settimanali e questo far può ruotare gli alunni per evitare classi affollate. Ma ovviamente tutto ciò implica uno sconvolgimento della scuola, perciò ci aspettiamo dal governo misure concrete e più prescrittive. Non indicazioni irrealizzabili e generiche come quella di andare a fare lezioni nei cinema. Il ministero ha annunciato linee guida definitive”.
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