Opinioni

Insegnare è sempre meglio che lavorare: “Sono un prof atipico e voglio parlare dei nostri privilegi”

Insegnare è sempre meglio che lavorare. Sono un professore atipico perché ho deciso di parlare bene del mio lavoro e dei privilegi che esso comporta.

Non mi rivolgo ovviamente ai precari, poveri giovani che hanno avuto la sfortuna di amare una professione nel periodo sbagliato, vittime di concorsi e supplenze, sbattuti da una parte all’altra d’Italia. La mia critica, invece, è rivolta ai docenti di ruolo, del cui corpo faccio parte.

Considero il corpo insegnanti un gruppo di privilegiati. La cosa però più assurda è che loro non lo sanno. Ecco infatti alcuni cavalli di battaglia dei docenti che vorrei demolire.

Insegnare, il professore dice che guadagna poco

Falso. Mediamente un insegnante percepisce da 1200 a 1800 euro al mese. Secondo i dati de “Il Sole 24 ore”, soltanto il 22% degli italiani ha uno stipendio superiore ai 28.000 euro l’anno.

Il professore dice che non ha possibilità di progredire in carriera o guadagnare di più

Falso. Dopo cinque anni di ruolo è possibile partecipare al concorso per diventare dirigente scolastico.

Inoltre, le scuole possono promuovere una serie di “progetti” per i quali ricevono fondi e che necessitano di “responsabili”. Il responsabile è un membro del corpo docente, che per svolgere tale ruolo riceve un compenso ulteriore rispetto al normale stipendio. Faccio qualche esempio di progetti:

– il “progetto cinema”, nel quale i professori, nelle ore di lezione, accompagnano i ragazzi a vedere dei film al cinema;

– i progetti di “scambio culturale”, in cui alcuni alunni trascorrono un periodo di 15-20 giorni all’estero, frequentando un istituto scolastico del posto. Al loro seguito vi devono essere insegnanti italiani, completamente spesati, che percepiscono anche l’indennità di accompagnamento, oltre al regolare stipendio.

Il professore dice che lavora tanto

Falso. Le ore lavorative settimanali di un professore sono diciotto, alle volte anche sedici, più due “a disposizione”, cioè con la possibilità di essere impiegati in classi diverse dalle proprie per coprire eventuali assenze di colleghi (quindi con funzioni solo di guardiania). Ma se i colleghi sono tutti presenti…

Diciotto ore sono meno di un part-time in qualsiasi altro settore.

Un normale dipendente lavora in media 35/40 ore a settimana. C’è chi ne fa più di 40.

di M.A. – tratto da Vademecum contro i professori: insegnare è sempre meglio che lavorare

CONTINUA A LEGGERE QUI

Leggi altre notizie su OggiScuola

Seguici anche sulla nostra pagina Facebook e sul profilo ufficiale Twitter

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio