Ranieri (UilScuola): La scuola dell’infanzia è scomparsa dai radar dell’Azzolina

Ranieri (UilScuola): La scuola dell’infanzia è scomparsa dai radar dell’Azzolina
“La scuola dell’infanzia è scomparsa dai radar dell’attenzione istituzionale”. Denuncia Noemi Ranieri segretario nazionale Uil Scuola, responsabile del coordinamento per le politiche dell’infanzia. “Saranno le scuole dell’infanzia e le prime classi della scuola primaria a dover ricomporre le macerie che la perdita di familiari e amici, l’isolamento, la paura dell’altro e della malattia hanno generato nei più piccoli, con danni incalcolabili per il breve ed il lungo periodo – sottolinea Ranieri. Per rispondervi ancora nessuna indicazione, zero iniziative. Neanche qualche spunto per gli insegnanti, alla cui professionalità e determinazione, tutto sarà ancora una volta delegato.
Una situazione complessa d interessi contrapposti: da un lato Comuni, Enti locali e associazionismo che la usano come alibi per lanciarsi nella gara all’accaparramento dei fondi che l’Europa e il paese mettono a disposizione. Dall’altro il sistema scuola nazionale e i suoi lavoratori, l’intera comunità educante, raccolgono le briciole. Un miliardo e mezzo, o poco più, dei 55 miliardi di cui si parla in questi giorni, per i prossimi due anni.
Un’abitudine a fare risparmi sull’istruzione che non è nuova: nel 2008, in un colpo solo alla scuola ne furono tagliati 8 di miliardi. Trend che non è più cambiato, con azioni costanti di riduzione, fino a trasformarci nel paese che insieme a pochi altri pochissimo spende in istruzione.
Intanto terzo settore, amministratori, associazioni si lanciano nella corsa a prendere per centri estivi, attività ricreative, intrattenimenti diurni – pone l’attenzione Ranieri. Sono forse più importanti della scuola che ricomincerà a settembre? I tanti soggetti sociali che si sostituiscono al welfare a costi falsamente contenuti e dai risultati incerti sono avvantaggiati dal confronto e dal dialogo con i decisori politici che alla scuola sono negati dalla ministra che usa il palazzo della Minerva come una torre d’avorio”.
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