I pediatri: No al braccialetto per distanziare i bambini, non sono delle cavie

I bambini non sono delle cavie. La posizione della FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri è netta. Sulla iniziativa dei “braccialetti destinati ai bambini” per il distanziamento a scuola i pediatri non ritengono che ci siano margini di discussione.
Il presidente della federazione pediatri, Paolo Biasci, ha pubblicato un post per esprimere in chiaramente le proprie idee al riguardo. “Braccialetti che allertano i bambini quando si avvicinano troppo ai propri compagni? No, grazie! Il Coronavirus non si combatte così. Per la riapertura sperimentale dei servizi per l’infanzia servono strategie organizzative e di prevenzione che non possono minare la natura della convivenza tra bambini”. Un no chiaro all’ipotesi che i bambini tra i 4 e i 6 anni avrebbero potuto utilizzare un braccialetto hi-tech ai polsi per tornare in sicurezza all’asilo rispettando le giuste distanze. Per i pediatri sono altre le misure utili e da intraprendere. Biasci ne fa un rapido elenco.
- Valutando lo stato infettivologico di bambini, genitori e personale scolastico prima della riapertura (entrano solo quelli negativi per il SARS-CoV-2) e verificandolo con regolarità nel tempo.
- Organizzando le attività in piccoli gruppi che rimangano fissi nel tempo evitando attività promiscue tra gruppi.
- Favorendo le attività all’aperto e il regolare ricambio d’aria degli ambienti.
- Attivando con tempestività le indagini diagnostiche (tampone subito) per i bambini o il personale che sviluppassero sintomi riconducibili alla definizione di caso sospetto per COVID-19 e prevedendone l’isolamento domiciliare (del soggetto e di tutti i suoi contatti) fino all’esito degli esami”.
Conclude poi il presidente della federazione. “I pediatri di famiglia stanno dalla parte dei bambini e rimangono disponibili a collaborare con le istituzioni nella definizione delle migliori strategie di ripresa della attività sociali, educative e ricreative dei bambini e delle loro famiglie”.
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