Andddl: Scuola salvata dai precari e un concorso lotteria è il ringraziamento ai docenti

«Le forze politiche trovino un altro modo, diverso da una prova itinerante a crocette, per assumere i docenti precari che in questi anni hanno salvato la scuola italiana o si accolleranno la responsabilità di lasciare ancora una volta cattedre vuote nel prossimo anno scolastico, per poi ricorrere nuovamente all’abuso della reiterazione di contratti a termine». Lo dichiara in una nota Pasquale Vespa, presidente dell’Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori (Anddl).
«Non saranno i concorsi-lotteria a definire la bravura di docenti che per anni hanno ricoperto incarichi sostenendo il sistema dell’istruzione, assumendosi tutti i doveri di un insegnante di ruolo e non avendo diritto a nessun tipo di riconoscimento», prosegue Vespa.
«Proprio grazie a questi supplenti, inseriti nelle varie graduatorie, si è assicurato il diritto all’istruzione a migliaia di ragazzi. Persone che hanno viaggiato per anni, accumulato titoli culturali, artistici e di servizio, corsi di perfezionamento e master e certificazioni di tutti i tipi, e che ora devono ancora sostenere un quizzone nei mesi estivi e per di più dovendo raggiungere regioni lontane dalla propria solo per potersi sedere dinanzi al computer. Senza parlare dei costi di trasporto e di alberghi per famiglie già provate dall’emergenza economica e sanitaria. Non si tratta certo di volersi sottrarre a nessun’altra prova tra le tante già sostenute negli anni. I tempi sono cambiati e richiedono nuove misure».
«Non capiamo perché non debbano valere in questo caso i consigli degli scienziati e prevedere viaggi e spostamenti mettendo a rischio la sicurezza e la salute. Si parla di tanto di meritocrazia – dice Vespa – e sarebbe pure l’ora di riconoscere il diritto al lavoro di migliaia di persone che, specie in questo momento, non si sono tirate indietro, assicurando con la Didattica a Distanza (DAD) le lezioni ai loro studenti, non risparmiando energie anche senza poter contare su bonus o incentivi per acquistare apparecchiature elettroniche (pc, microfoni, telecamere), o incrementando la propria rete internet. Di questo non si si parla».
«Non è “incostituzionale” assumere questi insegnanti a tempo indeterminato con una procedura per titoli e servizi, con la definizione di quella che definiamo G36, ovvero la graduatoria dei docenti con 3 annualità di servizio. E’ questa l’unica modalità rapida per garantire, già dal 1° settembre prossimo, ai nostri ragazzi docenti con esperienza. L’assunzione da graduatoria è fattibile ed efficace e permetterebbe davvero di pesare gli anni di esperienza accumulati dai docenti. Occorre la volontà politica per dare certezza alle famiglie e assumere oltre centomila docenti con una spesa di meno di 500milioni di euro in due anni per trasformare i posti di fatto in posti di diritto».
«Settembre è vicino e il rischio è quello di avere 200mila contratti a termine. Solo in Lombardia oltre diecimila cattedre sono ricoperte da precari», conclude Pasquale Vespa.
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