
Azzolina cambia idea: didattica mista solo per i ragazzi più grandi
Il ritorno a scuola con classi dimezzate e presenze alternate è “Un’ ipotesi che riguarda i ragazzi più grandi, una fascia di età che non metterebbe in difficoltà le famiglie”. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina torna di nuovo sulle prospettive del rientro a scuola a settembre con classi per metà in presenza e per metà a distanza. L’idea ha suscitato molte critiche sia da parte della politica che dei sindacati per l’impossibilità di raggiungere tutti gli studenti a meno di predisporre un piano di investimenti in dispositivi e connessioni. Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl scuola, aveva avvertito che in particolare per chi frequenta la scuola primaria “non si può pensare a una didattica davanti a uno schermo per quattro-cinque ore”.
In un’intervista al Fatto quotidiano la ministra ha precisato che per i più piccoli si dovrà immaginare qualcosa di diverso. “Dovremo immaginare altri spazi oltre quelli tradizionali: la scuola potrà aprirsi al territorio. Sfruttare parchi, ville, teatri, spazi di associazioni e realtà che collaborano già con le scuole. Non significherà perdere di vista gli obiettivi educativi, ma andare oltre il perimetro degli edifici e immaginare una scuola nuova. Per quel che riguarda la tecnologia a disposizione, abbiamo già investito 165 milioni di euro per la didattica a distanza» e «ora stiamo facendo una ricognizione per capire dove intervenire ancora. In 2 mesi abbiamo accelerato su digitale ed edilizia”.
La ministra ha ricordato che al Miur «un gruppo di altissimo livello guidato dal professor Patrizio Bianchi si sta riunendo notte e giorno e avremo a breve le prime proposte, modulate sulle diverse fasce di età e sulle specificità dei territori».




