Sindacati

Concorso straordinario, Miur: sconcertati dalla rottura. Gilda, dalla Azzolina troppi no

Concorso straordinario, Miur: sconcertati dalla rottura. Gilda, dalla Azzolina troppi no

Sul concorso straordinario va in scena il primo scontro tra sindacati e Miur targato Azzolina.

Con i tecnici dl ministero che, in privato, mostrano il loro stupore. Anzi, le stesse fonti riservate accusano i sindacati di aver voluto la rottura nonostante un tentativo di trattativa e l’accoglimento di metà delle questioni portate al tavolo. Insomma al Miur ci si chiede perché attaccare un governo che sta per assumere quasi 70 mila docenti. Bandi che devono partire subito per consentire le immissioni in ruolo”.

Di parere diametralmente opposto le posizioni di tutti i sindacati. Qui si parla di chiusura totale e del venir meno di accordi sottoscritti con il precedente governo. E sui punti della trattativa Rino di Meglio, coordinatore nazionale della federazione Gilda-Unams è didascalico.

Il parere della Gilda

“Questi i nodi principali sui quali il ministero si è dimostrato irremovibile:

  • possibilità per i docenti con 3 anni di servizio o più su sostegno senza specializzazione di partecipare alla procedura per la classe di concorso da cui sono stati nominati;
  • richiesta del bando con la procedura ai soli fini abilitanti prevista dal Decreto 126/2019, con indicazione di un termine entro cui avviare il confronto;
  • valorizzare con punteggio superiore gli anni di servizio;
  • pubblicazione della banca dati dei quesiti”.

Appaiono, così, difficili passi indietro. Ma questi sono necessari se si vuole davvero far partire i concorsi.

 

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