Cronaca

Soldi ai compagni per distruggere le scuole: “Così saltiamo le lezioni”

Soldi ai compagni per distruggere le scuole. Studenti pagati, assoldati su commissione per vandalizzare gli istituti e far così saltare le lezioni. L’inquietante scenario si sarebbe compiuto in alcune scuole romane. I giovani assoldati erano pagati per svuotare gli estintori, distruggere le aule e impedire, riuscendo a far saltare la lezione. Dietro ai continui raid in quattro istituti romani, al “Peano”, al “Primo Levi”, al tecnico “De Pinedo” all’Ardeatino e, in parte, anche al “Ruiz” dell’Eur, vi sarebbe un giro di mazzette tra studenti che, di volta in volta, si trasformano in mandanti di incursioni su commissione pur di saltare interrogazioni o compiti in classe programmati per il giorno successivo.

LA CONFESSIONE

«Io i soldi non li ho presi, ma so che c’è chi paga perché siano commessi questi raid», ha confidato candidamente uno dei tre studenti denunciati dalla polizia, un minorenne, per l’ultimo blitz al liceo Peano di via Morandini, tra giovedì e venerdì notte. Pagati per distruggere le scuole. Prima di loro i poliziotti avevano già sorpreso e denunciato altri 8 ragazzi, tutti apparentemente irreprensibili liceali. Adesso, però, l’ammissione del 14enne apre uno squarcio ancora più preoccupante su una vicenda che sta assumendo i contorni di un autentico problema di ordine pubblico e per cui, a fine anno, circa 500 genitori firmarono un esposto indirizzato al questore.

LE INCURSIONI

La situazione è diventata insostenibile. Si contano, infatti, già 11 incursioni al Peano, 9 al Primo Levi, 3 al De Pinedo, il tutto per circa un mese di lezioni perse. Senza contare i danni economici e i rischi per la salute degli alunni: alcuni, respirando le polveri tossiche degli estintori, hanno accusato malori, motivo per cui i dirigenti scolastici sono costretti a chiudere gli istituti per permettere le bonifiche. Ora si è scoperto che dietro questi raid c’erano studenti pagati da altri studenti per distruggere le scuole.

LE “IMPRESE” SUI SOCIAL

Al peggio però non c’è mai fine. Come una sorta di gioco i ragazzi nelle “stories” di Instagram aggiornato lo score sui loro profili social: Peano 11 – Primo Levi 9, esattamente come se si trattasse di una gara, un gioco.  A questo punto, è probabile che per pareggiare il bilancio, i vandali tornino ad agire al Primo Levi. Ma questa volta, vista la gravità e la serie di condotte, invece di una denuncia la Procura potrebbe decidere di disporre l’arresto, anche nel caso di minori e incensurati. Non è escluso che potrebbero essere presi provvedimenti anche nei confronti di quei genitori responsabili di non avere vigilato sui propri figli, con l’affidamento di questi alle case famiglia. I tre studenti rintracciati e denunciati venerdì dagli agenti del commissariato Tor Carbone (che ormai sono costretti a occupare molto del loro tempo dietro alle baby-gang), sono due minorenni di prima classe e un maggiorenne che frequenta la quarta.

IL RAID

Incappucciati sono stati visti entrare a scuola da un residente. L’allarme ha suonato, la sirena è partita però dopo un paio di minuti, e i ragazzini disturbati nella fuga, ma nella corsa hanno perso uno zaino grazie al quale i poliziotti diretti dal dottor Antonino Russo sono riusciti a rintracciarli. Rispetto ai primi raid i tre avevano cambiato strategia, non agivano più nel cuore della notte ma dopo cena, probabilmente per non insospettire le famiglie. Qualcuno ha detto di andare a giocare a calcetto, un altro che sarebbe stato dalla fidanzata. Invece i tre sono entrati in un garage condominiale, hanno rubato gli estintori e si sono diretti al Peano.

LE ESPULSIONI

Chissà a quanto servano ora gli incontri organizzati dalle scuole con le famiglie. Intanto sono state avviate le prime procedure di espulsione per gli studenti denunciati, ma non basta. Viene fatto notare che gli allarmi di cui sono dotati gli edifici scolastici romani non sono adeguati, mancano le telecamere, né sarebbe stato attivato un servizio di vigilanza privata. Eppure – bisognerebbe chiedersi – quanti soldi deve spendere lo Stato (e quindi tutti i cittadini con le proprie tasse) per tenere una scuola al sicuro? Si chiama scuola, ma le misure di sicurezza sono ormai costose come quelle delle patrie galere.

ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA

“Bassano sei tu?”. A Salerno il video di una prof diventa virale. Il web insorge: “Intervenga il Miur”

Carta del Docente: disponibile il nuovo bonus. Indicazioni tecniche per le iscrizioni 2019/2020

Elogio della lezione frontale: “Didattica è sentire che ciò che si conosce arrivi agli alunni senza sforzo”

Gite scolastiche, il Miur fissa dei limiti sulle destinazioni. Ecco cosa prevede la normativa per ogni classe

Scuola. Se l’alunno si fa male nell’istituto, l’insegnante è obbligato ad accompagnarlo in ambulanza

Augias: “Niente analisi logica e grammaticale a scuola, normale che i ragazzi non capiscano i testi”

Scuola, i sei giorni di ferie possono essere trasformati in permessi: ecco il codice da utilizzare

Leggi qui altre notizie su OggiScuola

Seguici anche sulla nostra pagina social Facebook

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio