Cronaca

Maltrattamenti sui bimbi, reintegrata la maestra. E scoppia la rivolta dei genitori

Dopo le accuse su presunti maltrattamenti sui bimbi in una scuola materna, a Fiumicino una maestra è stata reintegrata. Il reato è stato derubricato dal Tribunale del Riesame in “abuso dei mezzi di educazione”. La sentenza fa discutere. Proteste veementi dei genitori con palloncini colorati e cartelli, oggi hanno sfilato nel quartiere. I genitori chiedono da giorni e ribadito che “l’insegnante non svolga le mansioni nello stesso plesso scolastico statale frequentato in precedenza, a contatto con i piccoli alunni, ma continui a farlo, come sta avvenendo da alcuni giorni, in un’altra collocazione”.

LA PROTESTA

Forte la contrarietà per la decisione del tribunale, manifestata anche dallo striscione che ha aperto il corteo: “Art.572 maltrattamenti su bambini affidati per ragioni di istruzione: derubricato”. Presente anche l’assessore ai servizi sociali di Fiumicino, Anna Maria Anselmi. “Siamo stati vicini – ha detto – quando è emersa la situazione e lo siamo sempre, a garanzia e tutela fisica e psichica dei bambini”. La sentenza fa discutere, forse in base al diritto sarà anche giusto il reintegro della docente e i magistrati non hanno potuto fare altrimenti, ma è inevitabile che questa decisione dopo i maltrattamenti sui bimbi abbia sconcertato i genitori.

IL CASO

Tutto nasce lo scorso giugno dalla denuncia dei genitori di un piccolo alunno che avevano notato nel figlio, da alcuni mesi, chiari segni di disagio. Paura di andare a scuola, scatti d’ira, pianto e aggressività. Dall’attività investigativa della IV Sezione della Squadra Mobile è emerso che alcuni bambini sarebbero stati isolati dal contesto della classe e «confinati» dietro la cattedra. In altre occasioni una delle maestre avrebbe usato le mani di un bambino per colpirne un altro, incitandolo a colpire «più forte» come esempio di reazione «occhio per occhio, dente per dente». Ora quella stessa maestra accusata di maltrattamenti sui bimbi torna a insegnare, ma il caso fa discutere e sicuramente continuerà a farlo.

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