
L’emozione dei quadernini di un secolo fa, quanto erano bravi i nostri nonni!
C’è una pagina di facebook che è assolutamente meravigliosa. Una di quelle cose che ti riappacificano con il mondo social. Una di quelle che ogni educatore dovrebbe consultare di tanto in tanto. Il link è
https://www.facebook.com/quadernini?fref=ts
Andate a scoprirla, sarà una sorpresa anche per voi. Di cosa si tratta? è una raccolta di quaderni di bambini delle scuole elementari e medie. Un araccolta che parte dall’inizio del novecento e percorre il secolo fin quasi alla fine. E’ un mondo di delicatezze, ma anche di inattese sorprese. Come scoprire che uno studente di quarta elementare degli anni quaranta aveva una proprietà di linguaggio impressionante. Di gran lunga superiore a quella a cui siamo abituati con i nostri ragazzi.
Più di un insegnante che si è imbattuto nei quadernini non ha potuto che restare esterefatto. Colpisce la qualità di analisi, la ricercatezza lessicale, la chiarezza del linguaggio. Leggiamo, per esempio come risposte alle domande d’inizio anno scolastico una bambina di terza elementare di Montefalcione (Avellino), 1920.
Domande
Cosa fanno i fanciulli al principio di ogni anno scolastico?
Che cosa vuole la patria dai fanciulli di cuor?
Chi si lascia vincere dagli ostacoli mostra di essere diligente e di aver coraggio?
Risposte
I fanciulli che erano andati a passare le vacanze in campagna o presso qualche parente si affrettano a ritornare a casa per riordinare le loro cose di scuola per esser pronti alla prima chiamata
La patria vuole che i fanciulli crescano buoni ed istruiti, utili a se stessi e agli altri, la patria che noi tutti, grandi e piccini, dobbiamo amare con tutte le forze dell’animo nostro.
Chi si lascia vincere contro gli ostacoli per poterli vincere superare e mai cedere. Quel fanciullo che comincia a dire sin da principio “Questa cosa è troppo difficile”, “A far quest’esercizio non ci riesco”, è un fanciullo che non ha volontà di imparare.
Vincenzina T., Montefalcione 9 Marzo 1920
Oppure rovistiamo nei ricordi di una bambina di quinta elementare che scrive:
Giorni or sono non sapendo cosa fare salii in solaio e mi posi a guardare tutte le antichità tra cui
molti abiti.
Vi erano anche dei vecchi mutandoni della nonna! Svelta me li provai. Mi arrivavano sino ai piedi.
Scoppiai in una risata continuando a vestirmi. Sopra ad ogni cosa misi un grande abito da sera, certo della nonna.
Mi guardai allo specchio e esclamai con gioia: “Sembro proprio una piccola dama dell’800!”.
Presi una borsa e infilatami un paio di guanti corsi giù….
Si potrebbe andare avanti per ore. Lasciamo qua una riflessione: la scuola che stiamo vivendo è davvero la migliore possibile? e quei ragazzi di cento anni or sono avevano davvero pensieri sempliciotti, come qualcuno potrebbe pensare?
la verità è che, forse, uno studente delle elementari del 1930 o del 1940 aveva una preparazione superiore a quanto immaginiamo. Forse anche superiore a quella di un suo coetaneo di oggi….
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