Opinioni

Crisi della genitorialità, Paolo Sarti: “Mamme e papà vittime di un malinteso ruolo”

I genitori sono in crisi a causa di un “malinteso ruolo”. E’ questo il pensiero di Paolo Sarti, pediatra, scrittore e docente all’Università di Firenze. Intervistato da Frontaloni per Giunti Scuola, il professore ha spiegato come i genitori  anziché attribuirsi un compito principalmente protettivo nei confronti dei figli, dovrebbero consegnare loro gli strumenti dell’autonomia.

La crisi della genitorialità è un tema come mai attuale e gli insegnanti ne hanno prova ogni giorno stando a contatto con studenti e mamme e papà. Sarti ritiene che i genitori “non dovrebbero dire al figlio: “finché ci sono io, nulla ti mancherà”. Ma piuttosto: “finché ci sarò io, giorno dopo giorno ti mancherà qualcosa: così potrai fare da solo quando io non ci sarò più”.

Un passaggio fondamentale che potrebbe permettere ai ragazzi di crescere in maniera consapevole e soprattutto conferirebbe loro quella che il pediatra indica come “l’arte necessaria della gestione delle emozioni, del compromesso virtuoso, dell’ascolto dell’altro”.

Si tratta per il docente di “competenze che vanno sviluppate prima attraverso il rapporto con i genitori e poi approfondite dalla scuola, la quale non può né deve essere pensata come sostitutiva dell’educazione familiare o capace di sostituirla. Anche rispetto all’educazione contro gli stereotipi e le violenze di genere la scuola può fare molto, ma il primo compito spetta ai genitori. Sta a loro porre buone regole e buoni esempi per gestire le emozioni, dare la forza e il coraggio di confrontarsi con i “no” e domare l’aggressività”.

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La scuola, quindi, non può in alcun modo sostituirsi a questo arduo compito della famiglia per diversi aspetti. In primo luogo perchè così facendo gli insegnanti andrebbero ad entrare in una sfera molto intima dell’educazione, in secondo luogo prendere anche questa ulteriore responsabilità non farebbe altro che pesare ancor più sulle spalle dei docenti.

 

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