Cara ds, mi dici pazza e scansafatiche, ma non sono così. A causa tua porto una parrucca: sono depressa

Sono disperata cara ds. La scuola è iniziata da poco meno di due mesi e proprio come immaginavo in estate, già sono al limite delle mie umane possibilità. Mi trovo in una classe con 30 bambini, tutti hanno un’età compresa tra gli 8 e i 9 anni e, nonostante la mia giovane età (ho 52 anni, non mi ritengo vecchia), non riesco più a dare il meglio.
DS, 30 BAMBINI SONO TANTI
30 bambini rappresentano un’infinità di esigenze, problemi, questioni da affrontare. 30 bambini vuol dire avere a che fare con 60 genitori che hanno sempre da ridire su ogni mia singola azione eppure godo della stima dei miei colleghi. Non sono certo una insegnante violenta, i bambini mi vogliono bene, ma magari nel loro modo infantile di parlare o descrivere le cose possono male interpretare i miei richiami.
Il mio problema più grande è la mia dirigente. Lei è pazza per davvero e lo voglio scrivere. Sono forse una vigliacca perché non firmerò questa lettera, se sapesse che sono io a scrivere di lei sarebbe la fine. Più di una volta mi ha sbattuta fuori dalla presidenza perché “ho osato lamentarmi per il numero elevato di bambini”, una volta mi ha dato della pazza e scansafatiche. Scansafatiche io che passo le giornate a darmi da fare per portare a termine i programmi, per raggiungere obiettivi, per dare il meglio di me ai quei bambini.
Cara ds, vorrei potertelo dire di persona, ma non sono pazza e nemmeno scansafatiche. Potrei denunciarti per ciò che mi hai detto, ma non la faccio perché sono già abbastanza distrutta psicologicamente. Tu non lo sai, ma sto venendo a scuola con una parrucca perché la mia depressione avanza, avanza inesorabile e colpa è tua, è colpa della scuola che non riconosce nulla a noi docenti, è colpa di un sistema istruzione che ci sta devastando l’esistenza.
Firmato “una pazza e scansafatiche”
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