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Fioramonti annuncia la novità: un’ora dedicata alla lettura di favole ecologiche in tutte le scuole italiane

“Ho incontrato lo scrittore e innovatore belga Gunter Pauli. Mi ha presentato un progetto che guarda al futuro in maniera innovativa. Le sue ‘Favole Green’ sono racconti per l’educazione ambientale destinati ai bambini, a partire dalle elementari. Sono proprio i piu’ giovani ad aver sviluppato una grande sensibilità verso l’ecologia e la necessita’ di un modello di sviluppo che protegga il pianeta. Per questo stiamo lavorando ad un progetto pilota per l’introduzione delle favole ecologiche nelle scuole italiane. E’ nostro compito far sapere ai piu’ piccoli che la natura e’ un valore da tutelare proprio perche’ di tutti”. Cosi’ su fb il ministro della Scuola, Universita’ e Ricerca Lorenzo Fioramonti.

La scuola chiama: Fioramonti risponde

Le dichiarazioni del capo del Miur sembrano rispondere, anche se indirettamente, all’appello fattogli questa mattina da Francesco Sinopoli della Flc Cgil. Il sindacalista, apprezzando l’adesione di Fioramonti allo sciopero globale per il clima indetto oggi, chiede al ministro di passare dalle parole ai fatti.

“Da parte nostra, ricordo che abbiamo già proclamato lo sciopero per il clima previsto per il 27 settembre, per il personale della scuola, delle università, delle accademie e degli enti di ricerca. Ora però, è opportuno che il ministro faccia seguire a quelle parole una serie di impegni concreti, per evitare che esse siano interpretate come mera propaganda, a partire dalla necessità di coinvolgere i suoi colleghi di governo nella battaglia comune e dell’intero genere umano contro i cambiamenti climatici e la diffusione di vecchie e nuove povertà”.

Introdurre educazione al clima

“Crediamo che sia giunto il momento per aprire al dibattito pubblico la necessaria riflessione su come introdurre in modo strutturale, e perfino, curriculare, l’educazione al clima nelle scuole di ogni ordine e grado. E infine, accanto a ciò, si potrebbe istituire una data per il clima, in modo tale che ogni anno in ogni scuola, ateneo, accademia e centro di ricerca, sui media, e nell’opinione pubblica più generale torni ad essere centrale il sacrosanto allarme per il destino della Terra e dell’umanità”.

“Sono pochi ma significativi impegni che potrebbero però dare avvio, almeno in Italia, a una grande stagione educativa su tutti i temi sollevati dalla lotta per il clima”, conclude Sinopoli.

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