Due anni di reclusione alla maestra che manda l’alunno fuori dalla classe
Due anni di reclusione alla maestra che manda l’alunno fuori dalla classe. Punizioni sì, ma sempre proporzionate e comunque sempre tali da rispettare la dignità e la persona dell’alunno. Come riporta La Legge Per Tutti, la Cassazione con la sentenza 5205/19 del 1.02.2019, ha stabilito che “la maestra non può punire l’alunno mandandolo fuori dalla classe se la stanza di destinazione è poco illuminata”.
La maestra infatti è stata condannata dal giudice a due anni di reclusione.
COSA DICE IL CODICE PENALE
La norma stabilisce: “Chiunque maltratta una persona della famiglia, o un minore di 14 anni, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito con la reclusione da uno a cinque anni”. Se poi l’insegnante causa anche lesioni fisiche ritenute gravi la reclusione parte da 4 anni e può arrivare fino a 8. Se la lesione è gravissima si parte da 7 anni di reclusione e si arriva a 15. In caso di morte c’è la prigione fino a 20 anni.
IL CASO SPECIFICO DELLA MAESTRA
Come riporta il portale specializzato, in questo caso la maestra della scuola dell’infanzia era solita isolare gli alunni più irrequieti nella “stanza del telefono” o nella “stanza del pensiero” per indurli a riflettere. Proprio la stanza del pensiero era poco illuminata e, a volte, gli alunni venivano costretti a restare nel bagno.
LA CASSAZIONE
La Cassazione ricorda che integra il reato di maltrattamenti e non quello meno grave di abuso di mezzi di correzione.
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