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Scuola. Fioramonti: “I docenti sono eroi civili, devono tornare ad essere riveriti”

“Credo nella scuola italiana, i suoi studenti sono ancora molto capaci e i suoi docenti eroi civili. Tutti i giorni sono chiamati a occuparsi di un sistema di una complessità intimorente. A volte non hanno la struttura adatta, sicuramente sono sottopagati. Maestri e professori devono tornare a essere persone riverite”. Lo afferma, in una intervista a Repubblica, Lorenzo Fioramonti, neoministro dell’Istruzione. E annuncia che chiederà di abrogare la legge che chiede le impronte digitali per i presidi all’ingresso degli istituti “al secondo Consiglio dei ministri”. Spiega inoltre che rispetto al precedente ministro Bussetti “avrò un metodo diverso: lui appoggiava tutte le decisioni del capo di gabinetto, io ascolterò i due sottosegretari e li terrò costantemente informati della mia linea politica. Ogni martedì, tutte le settimane, riunione degli staff. Fin dall’inizio voglio far passare il grande messaggio della sostenibilità ambientale, nelle classi, nelle aule universitarie. Sarà un asset del mio ministero”.

Fioramonti: “Basta competizione a scuola”

Per Fioramonti poi la scuola italiana è “inutilmente competitiva. I ragazzi italiani stanno perdendo l’idea dello studio collettivo, la condivisione. A una didattica nuova, con più lingue e la Storia non vista solo come una successione di guerre, arriveremo nel tempo, quando avremo risolto i problemi stratificati”. Stop poi agli insegnanti dipendenti delle Regioni come voleva Bussetti. “Non se ne parla. Un conto è se le singole Regioni decidono di offrire qualche benefit per attrarre professori da lontano, per esempio un contributo per l’affitto, ma la scuola è un bene nazionale. E l’autonomia c’è già” sostiene in una intervista al Corriere della Sera.

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