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Governo giallorosso, siamo alla stretta finale. Alla scuola potrebbe arrivare il grillino Morra

Stretta finale sulla squadra di governo. Con il ‘plebiscito’ di Rousseau al nuovo esecutivo, il timing si fa serrato sulla composizione della lista che il premier incaricato Giuseppe Conte potrebbe portare forse già oggi al Quirinale. Un puzzle su cui i lavori sono in corso e potrebbero continuare fino a tarda notte ma, a quanto si apprende da fonti parlamentari, al momento sarebbe in ascesa l’ipotesi di Dario Franceschini alla Difesa e Luigi Di Maio agli Esteri. Due ministeri di peso per le due personalità che saranno rispettivamente capodelegazione di Pd e del Movimento 5 Stelle.

Mentre non sarebbe ancora sciolto il nodo sulla casella di sottosegretario alla presidenza. Il premier Conte avrebbe in mente Roberto Chieppa, attuale segretario generale della presidenza del Consiglio. Ma sulla questione, si fa sapere da fonti parlamentari, ci sarebbe una dialettica in corso.

Intanto, dato per certo nella squadra di governo, Andrea Orlando ha fatto un passo indietro. “La nostra richiesta di discontinuità implica la necessità di una forte innovazione anche nella nostra compagine”. Resterà al partito come vicesegretario unico se, come sembra probabile, Paola De Micheli avrà un incarico di governo come titolare dello Sviluppo Economico (ma circola anche il 5 Stelle, Stefano Buffagni) o, secondo i rumors di giornate, delle Infrastrutture.

Casella però, quella delle Infrastrutture, ambita anche dal capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli che, in alternativa, potrebbe andare ai Rapporti con il Parlamento. “Ora che si è svolto il voto di Rousseau e con percentuali di quel tipo a favore del governo -osservano fonti parlamentari Pd- i 5 Stelle hanno un’arma in meno nella trattativa”.

Si rafforzano intanto le voci su un tecnico al Viminale in ‘discontinuità’ con la gestione tutta politica del ministero da parte di Matteo Salvini. Anche per il Mef potrebbe esserci un tecnico di primissimo livello. I nomi circolati fin qui vanno da Daniele Franco a Salvatore Rossi, Dario Scannapieco. Ma non è detto che alla fine torni un politico a via XX Settembre. Il nome di Roberto Gualtieri continua a circolare molto in queste ore. E comunque su questi ultimi due punti – Viminale e Mef – avrà certamente un peso rilevante l’opionione del Colle.

Con l’ipotesi di Franceschini alla Difesa (alcuni danno ancora in sella Elisabetta Trenta, anche in ottica del rispetto delle quote rosa) scendono le chances di Lorenzo Guerini che finora veniva dato in pole. Di area strettamente renziana i nomi possibili per il governo sono quelli di Ettore Rosato, Teresa Bellanova e Anna Ascani.

Le ultime due (la Ascani per la Cultura, Bellanova per il Lavoro) con più probabilità di entrare vista la volontà del Pd, confermata anche oggi via twitter da De Micheli, di parità di genere nella delegazione dem.

Mentre Orlando nel suo annuncio oggi del passo indietro ha esplicitato anche un’altra caratteristica che i dem vorrebbero dare alla loro delegazione: la discontinuità. Un messaggio, forse, anche per le correnti e i capocorrenti dem che aspirerebbero a un ruolo nel nuovo governo.

GOVERNO, MORRA ALLA SCUOLA

Orlando, dal canto suo, se Graziano Delrio sarà al governo, potrebbe sostituire l’attuale capogruppo a Montecitorio. “Delrio al governo? Non so. Io di certo resto al Senato”, diceva oggi pomeriggio il presidente dei senatori dem, Andrea Marcucci. Quanto alla delegazione M5S continua a circolare il nome di Nicola Morra all’istruzione e le conferme di Alfonso Bonafede alla Giustizia e Riccardo Fraccaro ai Rapporti con il Parlamento. Gira con insistenza il nome di Federico D’Incà per gli Affari regionali.

da Adnkronos

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