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Crisi di governo e scuola: assunzioni a rischio. Con la fine della legislatura sarà sos precariato

Nella crisi di governo si e’ incagliato il tanto atteso decreto scuola che si occupa di assunzioni a lungo attese (‘2.117 dirigenti scolastici, 7.646 unita’ di personale Ata e 355 unita’ di personale educativo’, come avevano detto i ministri della scuola e della pa Marco Bussetti e Giulia Buongiorno) e di dare un futuro ai precari. Un decreto approvato dal Cdm ‘salvo intese’, che aveva visto dubbi da parte di M5S e che il Ministro Bussetti ha salutato come una “risposta forte al problema del precariato”.

Con l’interruzione della legislatura ora le misure nel decreto legge rischiano di non vedere mai la luce. Per spingere alla loro approvazione i sindacati avevano minacciato lo sciopero paventando il pericolo di un anno scolastico in mano per la maggior parte ai supplenti e con un vero allarme sul reclutamento dei dirigenti scolastici.

CRISI DI GOVERNO, LA POSIZIONE DELL’UDIR

Per l’Udir infatti “soltanto un posto su due e’ stato assegnato ai neo-assunti nella regione di prima scelta”. Infatti, “tre grandi regioni, la Campania, la Sicilia e il Lazio, per indisponibilita’ di posti le prime due e per concorrenza esterna la terza, sono state costrette a sistemare fuori regione rispettivamente 230 vincitori la Campania, 163 la Sicilia e 186 il Lazio. Dove sono finiti i 230 neo-dirigenti scolastici campani”.

ANIEF, CATTEDRE SCOPERTE

L’Anief lancia il problema cattedre scoperte per l’anno in arrivo: “ci sono alcune regioni dove i dirigenti scolastici o i presidi reggenti saranno costretti ad affidare miriadi di posti liberi a docenti non abilitati e persino senza esperienza. Soprattutto al Nord, dove la vacanza di posti e’ maggiore e quest’anno si e’ acuita per via dell’incremento di pensionamenti legato all’anticipo permesso da Quota 100, si prevede un massiccio ricorso agli aspiranti docenti individuati con la sola ‘messa a disposizione'”.

Insomma la crisi incombe sui concorsi tanto attesi nel mondo della scuola rischiando di farli slittare. Il decreto legge approvato in Cdm, il 7 agosto scorso, e che aveva gia’ incontrato alcuni ‘distingui’ di M5S, potrebbe a questo punto non perfezionare il suo iter.

I sindacati spingono per la “responsabilita’ politica” ma allo stato sia il concorso straordinario, che avrebbe aperto le porte a 24 mila insegnanti che gia’ hanno lavorato nella scuola alle graduatorie, sia i corsi universitari che avrebbero abilitato altri 25 mila prof (i Pas), sono destinati a subire almeno un rinvio. Per quanto riguarda le assunzioni, sia dei professori – il Mef ne ha autorizzate 53 mila – sia quelle dei neopresidi, il problema sara’ ricercare nelle graduatorie le figure adatte per ogni regione.

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