La parola del giorno è “culaccino”. Origine e significato di un termine in disuso che in pochissimi conoscono
Secondo quanto riporta la definizione della Treccani, per “culaccino” si intende la parte terminale di salami, salsicce e similia. Ma anche, talvolta, la parte inferiore di un cetriolo, accanto al gambo. Quella che di solito viene tagliata perchè amara e allappante.
La stessa parola, però, può essere talvolta utilizzata per indicare ciò che resta nel fondo di un bicchiere o di altro piccolo recipiente. Tipico d’estate, ad esempio, è il gesto di aprire una bottiglia d’acqua senza però berne tutto il contenuto. Quello che rimane sul fondo è, appunto, un “culaccino d’acqua”.
Culaccino: ancora un significato
Infine, accezione più rara ma significativa, questo sostantivo può indicare anche il segno che lascia un recipiente bagnato sul luogo dov’è stato posato. Come ad esempio il tipico cerchio umido lasciato dai sottobicchieri dopo aver bevuto una birra al pub.
Sull’origine del termine, non riteniamo sia necessario dilungarsi.
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