Opinioni

Sempre più adolescenti adescati sul web. Manca: “Colpa della scuola, inadeguata educazione alla sessualità”

Accade sempre più di frequente che l’adescamento degli adolescenti con finalità sessuali avvenga sul web in maniera subdola e strategica. Ne è convinta la psicoterapeuta Maura Manca, che all’argomento dedica un intero articolo sul suo blog Adolescienza. Gli adescatori, spiega la dottoressa “sono persone che conoscono bene il linguaggio dei più giovani, parlano con loro per conquistare la loro fiducia e instaurare un legame, studiano punti deboli e vulnerabilità, capiscono come agganciarli nella loro trappola”.

Come funziona

Da qui allo scambio di foto, video e talvolta incontri personali il passo è tragicamente breve. I genitori, in percentuale preoccupantemente alta, sono spesso ignari di tutto. Il punto su cui Manca cerca di focalizzare la sua riflessione è quello dell’adescamento innescato dalla curiosità. Questo si verifica quando gli adolescenti “Spesso cercano in rete le informazioni riguardanti il sesso, perché riescono a superare le loro paure e le loro vergogne dietro uno schermo da cui si sentono protetti”, spiega Manca.

A quel punto “entrano all’interno di chat, partecipano a conversazioni sui blog, contattano esperti o parlano con chi si vende come esperto” continua l’esperta. Le informazioni più ricercate dagli adolescenti riguardano “pillole anticoncezionali, problematiche sessuali o su come fare a non rimanere incinta”. E’ a quel punto che interviene il sedicente esperto, in realtà adescatore, che ne approfitta per contattare direttamente la giovane vittima.

La scuola: grande assente

Che ruolo ha l’istruzione in queste dinamiche? “La verità – chiarisce Manca – è che la scuola è ancora impreparata, non si fa un’adeguata educazione sessuale, non si parla in maniera sistematica di questi aspetti e non si dà agli adolescenti il giusto spazio di confronto”.

“Per questa ragione – conclude la psicologa – finiscono troppo spesso col rifugiarsi in rete dove, però, rischiano di essere adescati, perché non hanno ancora la prontezza per capire quando possono diventare una potenziale preda”.

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