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Scuola, Pittoni (Lega): “Punteggio corsi sostegno legato al livello formativo. Differenze giustificate in ingresso, non al termine”

Roma – Intervento netto del responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, Mario Pittoni, già presidente della Commissione Cultura al Senato, sul tema del punteggio attribuito ai corsi di specializzazione sul sostegno.

Al centro della presa di posizione, il confronto tra i percorsi TFA sostegno e INDIRE sostegno e l’ipotesi di differenziare il punteggio finale tra i due canali.

“I social non mi obbligano a fare da cassa di risonanza”

“I social danno spazio a tutti. Ma non obbligano me a fare da cassa di risonanza alla faziosità di chi riesce a vedere solo il proprio interesse”, afferma Pittoni, intervenendo nel dibattito acceso di questi giorni.

Il senatore chiarisce che la diversità tra i percorsi TFA e INDIRE è legata al diverso livello di formazione dei docenti cui sono rivolti. Secondo Pittoni, è corretto che i corsi siano differenti perché differente è il profilo dei partecipanti.

“Imporre il corso per principianti a chi ha esperienza sarebbe solo un modo per spillare soldi”

Nel comunicato, Pittoni sottolinea che imporre un percorso pensato per docenti senza esperienza anche a chi vanta già un’adeguata esperienza specifica sul sostegno rappresenterebbe “uno dei tanti modi per spillargli soldi”.

La differenziazione, dunque, viene ritenuta giustificata nella fase di accesso e strutturazione del percorso formativo, in relazione al livello di partenza dei candidati.

“Completata la formazione, nessun motivo per differenziare il punteggio”

Il punto centrale della dichiarazione riguarda però il punteggio finale: “Completata la formazione, non c’è motivo di differenziare il punteggio”.

Per Pittoni, chiedere una differenza di valutazione tra i due percorsi significherebbe favorire il percorso economicamente meno vantaggioso per gli insegnanti, salvaguardando interessi che – a suo dire – sarebbero cresciuti in modo esponenziale con precedenti Governi.

Il tema dei costi

Nel comunicato viene inoltre evidenziato l’aspetto economico: “Per la cronaca, il costo complessivo del corso INDIRE è mediamente inferiore di oltre due terzi rispetto al TFA ordinario accessibile pure agli inesperti”.

Una precisazione che, nelle parole del responsabile Istruzione della Lega, rafforza la tesi secondo cui la differenziazione tra i percorsi debba riguardare il livello formativo in ingresso e non tradursi in una disparità di punteggio una volta conclusa la formazione.

Il dibattito sui percorsi di specializzazione sul sostegno e sulla loro incidenza nelle graduatorie resta dunque aperto, con riflessi diretti sulle future procedure di reclutamento e aggiornamento del personale docente.

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