Manovra, Manzi (Pd): “Il governo Meloni ha tradito gli italiani. Promesse smentite dai fatti”
Roma – Le promesse elettorali del governo Meloni si infrangono contro la realtà della manovra economica. A denunciarlo è Irene Manzi, responsabile nazionale Scuola del Partito Democratico, che parla apertamente di un tradimento degli impegni assunti nei confronti del Paese, con conseguenze dirette su famiglie, lavoratori e pensionati.
Secondo Manzi, la legge di bilancio certifica una distanza sempre più evidente tra gli annunci propagandistici e le scelte concrete dell’esecutivo, che finiscono per gravare sulle fasce più deboli della popolazione.
Accise sui carburanti: promesse disattese
Uno dei punti simbolo della campagna elettorale della destra era l’abolizione delle accise sui carburanti. Una promessa ribadita più volte, anche attraverso messaggi mediatici e video diventati virali. La manovra, però, racconta un’altra storia: le accise non solo restano, ma il loro gettito è destinato a crescere, producendo entrate aggiuntive per centinaia di milioni di euro nei prossimi anni.
Una scelta che, secondo l’esponente dem, pesa direttamente sulle tasche di cittadini e imprese, aggravando il costo della vita e i costi di produzione.
Pensioni: addio al superamento della Fornero
Altro nodo centrale riguarda il sistema previdenziale. Il superamento della legge Fornero, più volte evocato dalla maggioranza, non si è concretizzato. Al contrario, per la grande maggioranza dei lavoratori l’età pensionabile è destinata ad aumentare.
Ancora più critica la situazione delle donne: Opzione Donna, l’unico strumento di flessibilità rimasto, viene di fatto smantellato, riducendo ulteriormente le possibilità di uscita anticipata dal lavoro.
Pensioni minime e salari: risposte insufficienti
Secondo Manzi, anche l’impegno a rafforzare le pensioni minime si è rivelato un miraggio. In un contesto segnato da un aumento dei prezzi dei beni alimentari superiore al 20%, dal caro bollette e da un’inflazione che continua a erodere il potere d’acquisto, gli interventi previsti risultano marginali e incapaci di offrire un reale sostegno.
Il quadro è aggravato da salari che restano tra i più bassi d’Europa, senza una strategia strutturale per invertire la rotta.
Una manovra fatta di contraddizioni
“La linea del governo – sottolinea Manzi – è segnata da contraddizioni e promesse mancate”. Una manovra che, invece di garantire equità e protezione sociale, rischia di accentuare le disuguaglianze, lasciando famiglie, lavoratori e pensionati a pagare il prezzo delle scelte politiche.
Secondo la responsabile scuola del Pd, l’Italia avrebbe bisogno di politiche economiche serie, coerenti e orientate alla giustizia sociale, non di annunci che vengono sistematicamente smentiti dai fatti.
Comunicato diffuso da
Irene Manzi
Responsabile nazionale Scuola – Partito Democratico




