Nuove Indicazioni nazionali: firmato il testo definitivo. Dal 2026 il latino torna alle medie e si rafforza la grammatica già dall’infanzia

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato la versione definitiva delle nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione, documento che entrerà ufficialmente in vigore dall’anno scolastico 2026/2027. Con la firma del ministro Giuseppe Valditara, si chiude un percorso di revisione durato quasi due anni e che segna una svolta significativa rispetto ai programmi del 2012.
Un impianto culturale rinnovato: centralità dell’identità occidentale e ritorno ai classici
Secondo il Ministro, il nuovo testo rappresenta un cambio di rotta: si punta a riportare al centro dell’insegnamento la storia dell’Occidente, l’eredità culturale italiana ed europea e la formazione linguistica basata sulle regole. Valditara ha più volte sottolineato come il nuovo impianto miri a “ridare stabilità e consapevolezza alla costruzione del pensiero critico degli studenti”, favorendo un approccio più rigoroso alla lingua, alla storia e al ragionamento logico.
Il documento ha ottenuto il parere positivo del Consiglio di Stato il 12 novembre, dopo un esame approfondito delle integrazioni trasmesse dal Ministero in autunno.
Il latino nella scuola media: quando parte e come sarà insegnato
Una delle novità più discusse è l’introduzione del latino nella scuola secondaria di primo grado, che partirà dalla seconda media. L’insegnamento:
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sarà facoltativo;
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verrà svolto con un’ora settimanale aggiuntiva nelle attività pomeridiane di potenziamento;
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sarà affidato ai docenti di italiano già abilitati all’insegnamento del latino.
Il programma comprenderà i fondamenti della lingua: alfabeto, casi, prime due declinazioni, modi verbali principali, basi del lessico e uso del vocabolario. L’obiettivo è far riscoprire agli studenti la struttura logica della lingua e potenziare capacità analitiche e comprensione del testo.
Più grammatica, calligrafia e testi a memoria: cosa cambia nella primaria
Le nuove Indicazioni puntano a correggere gli “eccessi di spontaneismo” che, secondo il Ministero, avrebbero impoverito l’espressione scritta degli alunni negli ultimi decenni.
Le principali novità:
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potenziamento della grammatica già dalla scuola primaria;
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ritorno sistematico alla calligrafia e all’ordine grafico;
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reintroduzione di poesie da imparare a memoria;
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esercizio costante dei riassunti come forma di comprensione e rielaborazione.
Per Valditara, queste pratiche “restituiscono agli studenti gli strumenti fondamentali per padroneggiare la lingua, argomentare e pensare con rigore”.
Storia: focus sull’Occidente e stop all’approccio enciclopedico
Nel nuovo impianto disciplinare, la storia si concentra sulla formazione della civiltà occidentale, con l’obiettivo di evitare programmi troppo estesi e superficiali. La storia diventa così un percorso per comprendere le radici culturali italiane ed europee e collocare correttamente gli eventi del mondo globale.
Matematica e scienze: più realtà, meno astrazione
Anche matematica e scienze sono state riorganizzate per favorire:
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didattica laboratoriale e osservazione del reale;
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collegamenti concreti con la vita quotidiana;
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sviluppo del pensiero logico e della curiosità scientifica.
L’obiettivo dichiarato è rendere queste discipline più motivanti e accessibili, senza rinunciare al rigore.
Inclusione, cittadinanza digitale e lotta alle discriminazioni
Il Ministero assicura che le nuove Indicazioni mantengono una forte attenzione ai temi trasversali: inclusione, sicurezza digitale, uso consapevole delle tecnologie, rispetto reciproco e contrasto a ogni forma di esclusione.
Valditara ha definito il lavoro svolto dal comitato tecnico e dalle commissioni “ampio, condiviso e frutto di un confronto costante con la comunità scolastica e accademica”.



