Bocciato alla Maturità e al TAR. Respinta la motivazione secondo cui il cellulare sul banco era contro l’ansia

È stato respinto il ricorso al TAR presentato da un genitore contro la bocciatura di uno studente alla maturità, sorpreso con uno smartphone sul banco durante la prova scritta. La motivazione del ricorso, che sosteneva che avere il cellulare a portata di mano fosse necessario per evitare l’ansia, ha suscitato molte polemiche.
Il professor Salvo Amato ha commentato la vicenda, esprimendo il suo stupore per il coinvolgimento di adulti e professionisti in tali situazioni. Ha dichiarato:
“Ciò che stupisce di questa vicenda è il fatto che ci siano adulti e professionisti che si prestano a questi giochetti.”
Amato ha inoltre evidenziato l’assurdità di una certificazione medica che giustificherebbe l’uso del cellulare per ridurre l’ansia, affermando:
“C’è addirittura un medico che prescrive una certificazione secondo cui lo studente, se non ha a portata di mano il proprio smartphone, diventa ansioso.”
Il professore ha criticato anche l’atteggiamento di alcuni avvocati che accettano di difendere situazioni evidentemente indifendibili, contribuendo a intasare la già caotica macchina giudiziaria. Ha aggiunto:
“Ci sono dei genitori che continuano a fare danni ai propri figlioli con azioni del genere.”
Secondo Amato, la responsabilità educativa è fondamentale. Ha affermato:
“Un figlio che torna a casa bocciato agli esami perché aveva il cellulare sul banco va punito almeno per tutta l’estate senza smartphone, e invece lo difendono pure.”
Questa vicenda solleva interrogativi sulla responsabilità educativa e sul ruolo dei genitori, professionisti e istituzioni nel garantire il rispetto delle regole scolastiche. La decisione del TAR rappresenta un chiaro messaggio sulla necessità di mantenere un ambiente di apprendimento serio e disciplinato.



