Dimensionamento scolastico in Emilia-Romagna: Le proposte di Valentina Castaldini (FI)

Un calo demografico consistente
Castaldini ha evidenziato un significativo calo demografico nella regione, con il numero degli alunni che è passato da 544.610 nell’anno scolastico 2021/22 a 531.037 nell’anno scolastico 2024/2025, segnando un calo del 2,5%.
Proposte per il futuro
Secondo Castaldini, “quello che lo stato chiede, dopo 4 anni di un cui l’impianto organizzativo è rimasto invariato, è l’accorpamento delle direzioni degli istituti comprensivi”. Questo cambiamento riguarderebbe solo i presidi e non gli studenti o gli insegnanti.
La consigliera ha quindi esortato l’Emilia-Romagna a “uscire dal suo isolazionismo” e a collaborare con le altre regioni del nord per proporre “correttivi alla legge 107” che permettano una gestione del dimensionamento scolastico basata su parametri regionali, tenendo conto delle risorse finite e del calo demografico.
Riequilibrio regionale e tutela delle zone montane
Castaldini ha messo in evidenza la necessità che “siano le regioni a decidere su come strutturare il dimensionamento degli istituti nelle varie zone”, con una particolare attenzione alle aree montane e a quelle con alta dispersione scolastica. “Il riequilibrio fra le regioni è un problema atavico che nessun ministro ha mai voluto affrontare, neanche quelli del PD”, ha aggiunto.
Una visione politica necessaria
Infine, Castaldini ha sottolineato che “il calo demografico è una realtà, ma la politica è chiamata ad avere una visione, oltre alla sterile lamentela”. La sua posizione invita a una riflessione profonda e a proposte concrete per il futuro del sistema scolastico emiliano-romagnolo.



