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SBC elezioni RSU: La morte della democrazia nella scuola

Libero Tassella ha azzardato una previsione sui risultati elettorali delle prossime elezioni relative alle RSU di scuola. Le sue previsioni hanno generato una serie di commenti da parte di vari sindacalisti a livello nazionale e regionale. “Certo, le mie previsioni non erano affatto legate a costosi sondaggi come lo sono quelli che precedono le elezioni politiche,” ha dichiarato Tassella.

Tuttavia, l’analisi di Tassella rivela un tratto comune nei commenti sindacali: “Si crede ancora che queste elezioni abbiano le stesse caratteristiche o almeno similari delle elezioni politiche.” Egli sottolinea che, contrariamente a quanto si possa pensare, la campagna elettorale condotta dai sindacati non ha avuto un impatto significativo.

“Queste elezioni sono governate da logiche clientelari interne alle scuole,” afferma Tassella. “Si parla di numero di liste presentate, ma si dovrebbe parlare della caratura dei candidati e del favore personale di cui godono nelle scuole.” Secondo lui, le elezioni sono pesantemente condizionate dalla mappa di potere del dirigente scolastico.

“Molte liste sono state compilate nell’ufficio del dirigente e i candidati distribuiti ad hoc in due massimo tre liste,” continua Tassella. “Certo, un sindacato estraneo alla scuola può aver presentato una lista con un precario, ma otterrà 1 voto o 0 voti se quel precario viene intimorito fino a non votarsi.”

Inoltre, Tassella sottolinea che “le RSU non sono più le elezioni dei sindacati della scuola che danno solo il nome alla lista e ne ricavano il 50% di rappresentatività.” Oggi, a vincere è chi ha più potere e più interessi da difendere. “Queste non sono neppure le libere elezioni di docenti e ATA, il voto è controllato e non sono un momento democratico.”

Infine, Tassella conclude: “Esse segnano la morte del sindacalismo scolastico all’interno delle scuole, dove RSU o rappresentanti provinciali spesso si schierano dalla parte del dirigente e non dei lavoratori.”

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