
Cifre d’oro. I nidi al giorno d’oggi costano davvero tanto. Si parla di circa 8mila euro l’anno, una cifra che non tutte le famiglie possono permettersi.
Il prof. Pavolini
Sembra dunque quasi un lusso potersi permettere di iscrivere i propri figli ai nidi. Ne è convinto Emmanuele Pavolini, intervenuto nell’ambito dell’incontro organizzato da rete EducAzioni, in dialogo con il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e la sottosegretaria al MEF Maria Cecilia Guerra ci tiene a trattare tale argomento. Secondo Pavolini è necessario “inquadrare il sistema integrato 0-6 nell’Istruzione e garantire un target minimo di copertura in tutte le Regioni. Questo anche se il PNRR dà ampio spazio agli investimenti per i servizi educativi per la prima infanzia. Occorre comunque offrire più copertura dei servizi non deve essere il 33% come media nazionale, ma bensì il 33% in tutte le regioni”.
Le risorse
“Più risorse costanti per la gestione dei servizi e l’accesso gratuito o semi-gratuito agli stessi”, sostiene Pavolini. E afferma che “al momento la prima criticità riguarda l’istituzionalizzazione del sistema integrato 0-6, un sistema restato inapplicato, e che è necessario ideare un centro apposito che si occupi di monitorare la realizzazione del sistema integrato”. Inoltre Pavolini sostiene che “nel piano si specificava che la copertura doveva essere quella del 30% o 33%, con omogeneità sul territorio nazionale, ma nell’ultima versione del Pnrr forse è venuta meno questa ambizione”.
I fondi insufficienti
“I 4,6 miliardi previsti per tali progetti non bastano, ma occorre recuperare un fondo per i costi di gestione, in quanto il costo per un asilo nido costa 8 mila euro all’anno, è impensabile che le famiglie riescano a sostenere tali costi. Anche il Ministro Bianchi a tal proposito è intervenuto affermando che occorre rompere gli schemi cambiando il modo di fare scuola dall’infanzia in poi”.
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