Concorso straordinario Lombardia: tra bocciature e poche domande la metà dei posti resta vuota

Il concorso straordinario per i precari della scuola continua a portare spiacevoli risultati.
Anche in Lombardia i primi esiti delle prove fanno immaginare uno scenario non proprio roseo: circa la metà dei posti messi a bando dal Ministero per le scuole medie e superiori potrebbero rimanere vacanti a causa dell’alto numero di docenti bocciati.
Come riporta Repubblica, dalle prime graduatorie finali pubblicate dall’Ufficio scolastico regionale emerge che su 24 classi di concorso, in dodici selezioni gli ammessi allo scritto, e quindi vincitori del concorso che prevedeva solo una prova, è stato inferiore o uguale ai posti messi a concorso.
I DATI DEL CONCORSO STRAORDINARIO LOMBARDIA
Nelle 12 procedure in cui resteranno cattedre libere i posti messi a concorso sono 572, ma i vincitori sono 297.
Resteranno quindi scoperte 275 cattedre e cioè il 48 per cento del totale.
In alcuni casi, i risultati sono molto sorprendenti. Si pensi alla classe di concorso per insegnare Laboratorio di fisica negli istituti tecnici e professionali: 28 persone si sono iscritte al concorso e solo in 14 avrebbero potuto ottenere il ruolo. Al termine della procedura, però, solo un candidato è risultato vincitore.
Anche per chi concorreva ad ottenere il ruolo Laboratorio di scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche gli esiti non sono stati felici.
In 75 hanno partecipato al concorso sperando di ottenere uno dei 68 posti messi a bando, ma solo in 43 ne hanno ottenuto uno.
Per insegnare lingua inglese alle superiori i partecipanti sono stati 436 mentre i posti a disposizione erano 163. Alla fine delle prove, però, solo 88 candidati sono risultati vincitori.
Sull’argomento si è espresso Tobia Sertori, della Flc Cgil regionale:
“Anche se tutti i restanti posti disponibili venissero assegnati ad altrettanti vincitori, delle tredicimila cattedre vacanti alle medie e alle superiori la maggior parte resterebbe libera. Per questo motivo la Flc Cgil auspica un’altra procedura straordinaria, la più ampia possibile.”
Di un’altra opinione è, invece, Massimo Spinelli, a capo dell’Associazione nazionale presidi della Lombardia:
“Penso che la scuola abbia bisogno di grande professionalità, come anche il ricorso alla Dad ha ampiamente dimostrato. E sono anche convinto che la qualità dei docenti vada vagliata attraverso i concorsi e non con le assunzioni in ruolo ope legis“.




