Sondaggio scuola: la Dad è insufficiente. Giovani senza socialità, sì alle scuole aperte d’estate
I dati raccolti dall'Istituto Demopolis per un sondaggio promosso da Con I Bambini

Qual è l’opinione degli italiani sulla DAD? Se lo è chiesto l’Istituto Demopolis, avviando un sondaggio promosso da Con I Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
I dati raccolti ed i risultati sono stati presentati questa mattina con una diretta streaming.
La situazione, un anno dopo, è la seguente: solo un italiano su 3 su 10 valuta positivamente la didattica a distanza.
Pur essendoci stato un miglioramento sul piano organizzativo, resta evidente un problema molto grave:
per il 51% dei genitori italiani, a 12 mesi di distanza, in DAD non è ancora garantito un accesso adeguato a tutti gli studenti.
- Le criticità della DAD, dopo questo primo anno, restano:
- la distrazione degli studenti durante le lezioni (73%)
- la complessa situazione emotiva dei ragazzi (63%)
- la scarsa dotazione tecnologica delle case (51%).
Su quest’ultimo punto, il sondaggio riporta proprio la difficoltà riscontrata dal 41% dei genitori nel supportare i figli in DAD proprio per problemi relativi a connessione o a dispositivi insufficienti in casa.
“L’indagine – ha spiegato il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – conferma il costo sociale ed evolutivo imposto dall’emergenza e dalla chiusura prolungata delle scuole su bambini e ragazzi, con effetti consistenti sull’incremento delle disuguaglianze e della povertà educativa tra i minori nel nostro Paese”.
Un aspetto da non sottovalutare, poi, riguarda la socialità di cui i giovani sono stati privati.
L’83% dei genitori testimonia che, a loro parere, il male peggiore per i propri figli sia stata l’assenza di relazioni con i compagni. A tal proposito è intervenuto Marco Rossi-Doria, vicepresidente di Con i Bambini. “Come emerge chiaramente dall’indagine, oltre ai deficit di accesso e inclusività, una preoccupazione diffusa riguarda il contesto emotivo e relazionale di bambini e ragazzi. Dobbiamo recuperare la dimensione affettiva e di socialità. Occorre implementare e consolidare patti educativi, alleanze nel tempo tra scuola, famiglie, civismo educativo e istituzioni locali, per uscire da questa crisi ma soprattutto per costruire una società più equa, matura e responsabile”.
In questo contesto riscuote pieno successo la proposta del Ministro Bianchi di aprire le scuole in estate, con la programmazione di attività destinate a bambini e ragazzi.
Dal sondaggio emerge infatti che il 70% degli italiani condivide l’ipotesi di tenere aperte le scuole sino alla fine del mese di luglio per organizzare attività educative, gratuite e non obbligatorie, di laboratorio e di socializzazione anche all’esterno (teatro, musica, sport, lingue, visite, ecc.) per ragazzi e bambini, con il coinvolgimento di educatori ed operatori specializzati di associazioni ed enti del Terzo Settore, in vista di un ritorno alla normalità in settembre.

