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Maestri di strada a Bianchi: basta la Dad, occorre riprendere in presenza

Una lettera accorata al ministro dell'istruzione: "Non possiamo andare avanti così"

Una lettera dei maestri di strada al ministro Bianchi per ottenere la scuola in presenza. Certo, dopo l’aumento esponenziale dei contagi pare un azzardo. Ma i maestri di strada credono che la scuola sia un servizio essenziale per le nuove generazioni.

Caro Ministro Patrizio Bianchi, non possiamo andare avanti così.
“La scuola non può subire passivamente le ordinanze di qualsiasi autorità tecnica o politica decida di chiuderla. Non è solo un servizio essenziale, è molto di più, è la fonte del pensiero delle giovani generazioni.. La scuola a distanza è una scuola che si è ritirata dai corpi e non può essere testimone di verità”.

Inizia con queste parole la lettera aperta che Cesare Moreno e i maestri di strada hanno indirizzato al ministro dell’Istruzione.

“I nostri giovani e le loro famiglie – si legge in un passaggio sull’Anda –  – non possono essere bombardati a tutte le ore del giorno e della notte da messaggi di terrore, da devastanti oscillazioni di tecnici e politici, senza avere un luogo in cui confrontarsi. Esprimere dubbi e paure, trovare consolazione non nelle certezze scientifiche ma nella fragilità dell’altro.

Nel sentire la condivisione di ciò che sentono nel più profondo”. E ancora, per i maestri di strada “abbiamo un gigantesco compito di realtà a cui l’istituzione scuola si è sottratta e continua a sottrarsi dietro il paravento di ordinanze tecnico-scientifico-politiche.

SCUOLA, IL SOSTEGNO AI GIOVANI

Abbiamo il compito di realtà di fornire consolazione e sostegno a milioni di giovani che stanno vivendo nell’incertezza e nella paura quando noi stessi viviamo quella incertezza e quella paura. Quando le loro famiglie stanno vivendo incertezza e paura, quando le maggiori autorità mondiali danno palesi segni di squilibrio”.

Secondo il presidente dell’Associazione Maestri di Strada, Moreno, “la misura più seria sarebbe stabilire che segue a distanza solo chi ne fa esplicita richiesta, solo chi per mille motivi si sente particolarmente esposto se viene a scuola, a tutti gli altri occorre fornire rassicurazioni concrete e curare la comunicazione in un modo efficace e responsabile”

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