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Personale scolastico, in Italia vaccinato solo uno su tre

I motivi del ritardo lombardo li conosciamo e hanno riempito le pagine dei giornali nelle scorse settimane, a cominciare dalla scelta di dare priorità agli atenei rispetto alle scuole.

L’edizione online de Il Sole 24 Ore fa il quadro della situazione vaccini al personale scolastico italiano. Al momento è stato vaccinato soltanto 1 su tre tra docenti e personale ATA. Due regioni meridionali sono ancora ferme al palo (Calabria e Sardegna) in coda ne troviamo infatti anche due settentrionali: la Liguria, che alle 19.30 del 5 marzo aveva vaccinato solo 156 addetti al lavoro nelle scuole (lo 0,7% del totale) e, soprattutto, la Lombardia con 1.505, pari all’1 per cento.

I motivi del ritardo lombardo li conosciamo e hanno riempito le pagine dei giornali nelle scorse settimane, a cominciare dalla scelta di dare priorità agli atenei rispetto alle scuole. Opposto il panorama offerto invece dalla Toscana con il 68,5% di personale che ha ricevuto almeno la prima dose. Così come dalla Puglia (62,2%), dall’Umbria e dalla Campania. Tutte stabilmente al di sopra del 50 per cento.

Alla base del ritardo, al di là delle scelte politico-sanitarie dei singoli governatori, ci sarebbero anche due nodi strutturali. Da un lato, l’impossibilità di somministrare agli over 65 le fiale di Astrazeneca (il vaccino che si è scelto di usare in maniera quasi esclusiva per la scuola al di sotto di quella soglia d’età e in assenza di patologia). Dall’altro, l’esclusione da molti piani vaccinali dei docenti fuori regione.

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