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Non solo Covid: cattedre vuote e concorsi bloccati

La scuola italiana in preda a troppi problemi

Non solo Covid: cattedre vuote e concorsi bloccati

La scuola italiana in preda a troppi problemi

L’ultimo anno scolastico e quello in corso sono stati sicuramente messi a dura prova dalla pandemia: norme per la tutela della salute a scuola, tracciamento casi Covid, didattica a distanza e trasporto scolastico.

C’è anche un altro grande tema che fa da ombra a tutti i precedenti e si tratta della gestione del reclutamento dei docenti e delle conseguenti problematiche legate alle supplenze.

In Italia, a metà anno scolastico 2020/2021, sono ancora tantissime le cattedre scoperte nonostante la recente riapertura delle GPS e l’inserimento di numerosi nuovi docenti.

Il sistema non era ben strutturato e le circa 700 mila istanze presentate si sono dovute confrontare con errori nei punteggi.

Per questo, gli Uffici scolastici e le scuole gestiscono con molte difficoltà più di 200 mila incarichi di supplenza oltre che le supplenze brevi.

A che punto sono i concorsi?

Lo scenario non era dei migliori già prima della pandemia.

Nel 2018 sarebbe dovuto partire il nuovo FIT ma il Ministro Bussetti decise di cancellare la riforma e tornare al concorso ordinario.

La ministra Azzolina sperava di apportare il suo contributo e ha bandito 4 concorsi la scorsa primavera.

Solo il concorso straordinario per la scuola secondaria è iniziato prima che la pandemia fermasse tutto. Il Ministero ha previsto la ripresa delle prove dal 15 febbraio.

L’ordinario per scuola primaria e dell’infanzia, l’ordinario per la scuola secondaria e lo straordinario abilitante per la scuola secondaria sono ancora in fase di stallo.

Resta difficile immaginare che entro il prossimo anno scolastico tutti i concorsi saranno stati portati a termine.

Basti pensare che il concorso ordinario della scuola secondaria vede 500 mila partecipanti e potrebbero servire circa 2 anni per portare a termine il concorso e avere graduatorie utilizzabili per le assunzioni.

Le cattedre molto probabilmente resteranno vuote e questo grava sul lavoro di tanti docenti e anche sulle spalle di tanti studenti.

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