
Profondo rosso. La Lombardia si avvia alla zona rossa. L’allarme lo ha lanciato il governatore Attilio Fontana.
«La scorsa settimana l’Rt si è improvvisamente innalzato a 1,24 e tenendo conto dei nuovi parametri – ha spiegato il presidente della Lombardia – ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa». «Mi auguro che questi numeri si invertano» ha aggiunto, ma «stiamo peggiorando in tutti i parametri».
Oggi con 13.356 tamponi effettuati, sono 1.431 i nuovi casi registrati in Lombardia, una percentuale del 10.7%, in calo rispetto a ieri, quando era del 13%, ma con un numero totale di 3.984 ricoverati. A meno di un’inversione di tendenza, il rischio della zona rossa è più che concreto.
E in questo caso, è prevista «la chiusura delle scuole» superiori e dei due ultimi anni delle medie. Per Fontana, la scuola «è sicuramente la questione più grave dal punto di vista sociale. Sicuramente dovremo concentrarci di più». «Avevamo fatto un progetto assolutamente preciso e ben fatto. Purtroppo però – ha aggiunto – l’improvviso peggioramento dei numeri ci ha costretto a cambiare opinione» sulla riapertura «e ciò ci dispiace». Dispiace anche ai ragazzi, che oggi sono scesi in piazza, anche sotto palazzo Lombardia, per chiedere di tornare in aula. La questione per Fontana è che per le scuole «dobbiamo garantire che la riapertura consenta la garanzia che si possa arrivare a fine anno senza ulteriori interruzioni».



