Trasporti scuola ad Arezzo, no ai doppi turni e si torna di nuovo al punto di partenza
Il prefetto spinge per un'organizzazione capillare, ma non ci sono le risorse economiche

Il problema trasporti per le scuole sembra davvero insuperabile. I tavoli provinciali che si stanno riunendo in queste ore stanno trovando enormi difficoltà. Tante proposte, poche soluzioni per disciplinare i trasporti nei turni di ingresso e uscita dagli istituti scolastici. In Toscana, il prefetto Anna Palombi sta cercando in tutti i modi di trovare una via d’uscita che sembra più che altro un labirinto.
ORGANIZZARSI PER L’ENTRATA ALLE 8.30
La prima indicazione alle aziende di trasporto è infatti quella organizzarsi in funzione di un’entrata in classe che resta fissata alle 8,30. Per tutti o quasi. Unica modestissima eccezione alcune scuole superiori valdarnesi che si dicono disposte a sfalsare i tempi di un quarto d’ora in più o in meno.
SECONDA ONDATA DI CONTAGI CON I TRASPORTI
Il contagio della seconda ondata era aumentato non dentro le classi, dove tutti stanno a distanza, ma nel tragitto da e per le lezioni, il 7 gennaio (data fissata per la ripartenza della scuola, ammesso che lo sia davvero) gli studenti saranno esattamente di nuovo al punto di prima: ammassati (sia pure alla metà della capienza) dentro i bus e alle fermate.
LA PAURA DELLA TERZA ONDATA
Lla disponibilità di tutte le componenti, anche degli istituti superiori, a sfalsare gli orari va a cozzare su mille difficoltà, che frenano anche la proposta partita dal presidente di Tiemme, Massimiliano Dindalini, e dai dirigenti delle altre aziende di trasporto: mettere due ore di distanza fra gli ingressi in classe, in parte alle 8 e in parte alle 10. . Ci vorrebbero i soldi per organizzare un servizio di mensa dentro gli istituti e non ci sono, ci vorrebbero quelli per pagare gli straordinari del personale non docente che deve tenere aperte le scuole e non ci sono. E i doppi turni sono malvisti. Ma la paura della terza ondata è sempre più forte.




