Troppa cultura digitale e subordinazione all’inglese. Recalcati: “Didattica impossibile senza libri stampati”

“L’educazione alla lettura del libro è la pietra angolare di ogni Scuola”. A parlare è Massimo Recalcati, psicoanalista ed esperto di pedagogia, che commenta il preoccupante declino del libro stampato. “La sua morte clinica – prosegue – annunciata con gioia da certi cantori della cultura digitale sospinta, trascura che senza questa educazione ogni didattica risulterebbe semplicemente impossibile”.
Recalcati: “Smarrito ogni spessore enigmatico”
Recalcati si esprime anche a proposito dell’utilizzo sempre più diffuso di anglismi o prestiti dall’inglese nella lingua parlata e scritta. “L’importazione – spiega – di lemmi economicistici (debiti, crediti, assessment, ecc.) unita alla colonizzazione della lingua inglese, non sono sintomi marginali ma rivelano la nostra subordinazione ad una “neolingua” che ha smarrito ogni spessore enigmatico”.
La parola, nell’ottica dello studioso, non è solo vettore di messaggio ma anche contenitore di sostanza in sé per sé. E’ compito di chi insegna cercare di mantenere sempre presente questo aspetto.
“Gli insegnanti – consiglia lo psicanalista – dovrebbero difendere il carattere epico della parola. Rifiutarsi di ridurre la sua dimensione allo scambio comunicativo. L’ampiezza del mio linguaggio, come ricordava Wittgenstein, coincide infatti con l’ampiezza dell’orizzonte del mio mondo”.
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