Chiudere le scuole rallenta il contagio? Uno studio spiega cosa può accadere davvero

Da due giorni le scuole italiane sono chiuse. Almeno fino al 15 marzo, anche se le pressioni per allungare la sospensione arrivano da più parti. Anche dal mondo scientifico. In molti, pur accettandola, si sono chiesti se sia effettivamente una misura appropriata per contenere il contagio. Se lo è chiesto anche Fabio Sabatini, professore associato di Politica Economica presso il Dipartimento di Economia e Diritto della Sapienza Università di Roma e direttore dello European PhD Programme in Socio-Economic and Statistical Studies. Sabatini ha rilanciato uno studio di Jerome Adda sull’effetto della chiusura delle scuole sulla diffusione di malattie infettive.
Lo studio del 2015 si concentra proprio sulla diffusione dei virus e sull’impatto economico. Come segnalato da Sabatini, “il Covid-19 è diverso da una semplice influenza. L’evidenza raccolta finora suggerisce che questo virus si trasmetta più rapidamente e in modo più capillare. Poiché è un virus “nuovo”, nessuno ha delle difese immunitarie già pronte, e non esistono vaccini. Inoltre, ha conseguenze più gravi, data la sua capacità di provocare polmoniti ‘primarie’, più difficili da curare.
Arriva, quindi, la prima risposta alla domanda sull’efficacia della chiusura delle scuole: “L’analisi empirica mostra che, nelle regioni, una settimana di chiusura delle scuole provoca un rapido declino dell’incidenza dell’influenza, di dimensione variabile tra il 20% e il 30% secondo le classi di età”. E prosegue: “Il declino dura almeno 4 settimane ed è più pronunciato per i più giovani. Per gli anziani, il declino dei contagi è meno pronunciato ma comunque sensibile e statisticamente significativo”.
Secondo lo studio, prosegue Sabatini, “a parità di altri fattori che influenzano la diffusione delle malattie infettive e considerando anche le reciproche influenze tra i territori, una settimana di chiusura delle scuole riduce il tasso di trasmissione dell’influenza del 14%. La riduzione è del 7% per le gastroenteriti e del 19% per la varicella”.
Non ci sono ancora dati empirici sull’effetto che la chiusura delle scuola ha sulla diffusione del coronavirus, sottolinea il professore, ma considerato che “il Covid-19 si diffonde più rapidamente delle malattie considerate in questo studio” e “è più grave, e quindi provoca sia sofferenze maggiori sia costi notevolmente più alti al sistema sanitario”, la misura presa dal governo potrebbe non essere eccessiva, bensì più che opportuna.
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