Per il personale Ata la scuola non chiude. “Discriminati”

Per il personale Ata la scuola non chiude, sono comunque costretti a recarsi nei rispettivi istituti e marcare il cartellino. Secondo Fratelli d’Italia così gli addetti della scuola sono discriminati rispetto ai docenti. “C’è una grande discriminazione nel Dpcm del 4 marzo e – sottolinea il partito della Meloni – riguarda il personale Ata”.
DISCRIMINATI
“Il governo che giustamente per l’emergenza Coronavirus, ha sospeso le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado di tutta Italia fino al 15 marzo, non ha previsto la chiusura degli edifici pubblici. Questo implica, anzi obbliga tutti coloro, a parte docenti e studenti, a presentarsi regolarmente al lavoro”. Lo dichiarano Carmela Ella Bucalo, Paola Frassinetti e Federico Mollicone di Fratelli d’Italia. “Quindi collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici – sottolineano – questa mattina hanno dovuto con grave rischio per la propria incolumità, timbrare il cartellino. Un Decreto quello del Presidente del Consiglio alquanto lacunoso poiché, omette di trattare la posizione del personale Ata che, non può essere adibito a lavori di sanificazione”.
LA SITUAZIONE
La scuola non chiude quindi per il personale Ata. “Questi lavori di pulizia – fanno notare da Fdi – obbligatoriamente e per legge, devono essere affidati a ditte specializzate. Se in questo momento dobbiamo salvaguardare la salute degli italiani, non possiamo fare particolarità, la scuola va quindi chiusa non basta sospendere le lezioni per evitare il contagio. Con la salute, ovvero con la vita degli italiani non si può minimizzare”. Tra l’altro resta da capire – dal momento che non si svolgono le lezioni – che lavoro dovrebbero svolgere i vari addetti delle scuole e se, in questa particolare situazione, sia il caso di tenere aperte le scuole. Ma per loro, almeno per ora, la scuola non chiude.
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