Politica

Luigi Di Maio: “Scuola e sanità sono asset strategici, devono essere tutelati”

“Scuola e sanità devono essere tutelate come asset strategici” scrive Luigi Di Maio, vicepremier, ministro del lavoro e leader politico del Movimento 5 Stelle. In un lungo post su Facebook, in cui si compiace per le nomine in sede UE – evitando oculatamente di menzionare l’elezione di David Sassoli (PD) alla presidenza dell’europarlamento – Di Maio parla anche dei nuovi obiettivi del governo.

“Per il commissario alla concorrenza -carica che spetterà a un italiano – passeranno tutti i dossier europei più importanti su cui l’Italia potrà quindi orientare le scelte della Commissione. Una partita fondamentale sarà anche quella dei funzionari apicali su cui credo l’Italia possa vantare un grande credito”.

Di Maio: nessuno tocchi scuola e sanità

“Ad ogni modo – prosegue il vicepremieri – rispondo con l’unica cosa che interessa ai cittadini italiani in questo momento:
-il salario minimo si farà;
-le tasse le vogliamo tagliare, in Italia si è aspettato fin troppo tempo;
-gli investimenti per nuove infrastrutture, dove realmente servono, partiranno;
scuola e sanità devono essere tutelate come asset strategici;
-sui migranti non resteremo in silenzio, ora tocca agli altri”.

In economia si definiscono asset strategici sono tutti quegli elementi chiave del successo e della tenuta economica di aziende e interi stati. Per dirla con le parole di Giulio Sapelli, professore emerito di storia dell’economia all’Università di Milano, si considerano asset strategici quei segmenti di industria, di produzione artigianale o di servizi che mettono al riparo l’economia di un paese dalle fluttuazioni dei mercati internazionali. Oltre a costituire elementi base della strategia di crescita a lungo termine del paese stesso.

Ammesso che Di Maio inserisca il concetto in questa cornice teorica, ci si aspetta che l’esecutivo tenga in considerazione il comparto istruzione nell’azione di governo per i prossimi mesi. Questo nonostante la polemica per gli ipotetici “4 miliardi di tagli alla scuola” per finanziare la quota 100. Un tema su cui il Miur ha già fatto chiarezza.

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