Esami di Stato nei CPIA, Braga: “Una situazione innaturale che non riconosce la specificità degli adulti”

Gli esami di stato sono un momento di grande tensione per tutti gli studenti. Ma per gli adulti che si sono faticosamente riavvicinati al percorso scolastico sono una vera tortura. L’adulto è ansioso, spesso straniero o disabile, preoccupato della propria immagine di fronte ai “compagni di classe”. E talvolta inibito in presenza di insegnanti più giovani di lui, l’adulto lavora e ha famiglia. Insomma l’adulto ha il diritto di avere tutta la nostra stima per lo sforzo che sta intraprendendo per raggiungere il diploma.
LA NORMATIVA
La normativa, il dpr 263/2012, prevede un corso di studi abbreviato, che tiene conto dei percorsi informali o non formali di istruzione. Percorso che ha un monte ore complessivo pari circa al 50% del monte ore dei propri compagni del diurno e parte del programma viene svolto anche on line. Premesso quanto sopra, l’esame di stato per gli adulti è svolto con le stesse commissioni previste per i corsi diurni, stessi insegnanti e presidenti scelti casualmente, che possono anche essere totalmente privi delle competenze necessarie per affrontare questo delicato momento o all’oscuro della normativa di riferimento.
IL RISULTATO
Insomma, lì dove si dovrebbe recuperare la dispersione scolastica, che in Italia ha numeri altissimi, spesso si attua la più banale selezione, giustificata da una presunta ricerca di equità. Equiparando le valutazioni dei corsi serali alle valutazioni dei corsi diurni con l’adozione delle tradizionali “bocciature”. Scomodando Don Milani ricordo “non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”.
I CORSI
Prof. Carlo Braga – Dirigente Scolastico
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