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Altroché lingua morta: il latino è più vivo che mai. Farà curriculum come la lingua inglese, la novità

Un tempo dicevano fosse “morta”. Almeno così la chiamavano e continuano a chiamarla. Ma oggi i tempi sono cambiati e la lingua latina è più viva che mai. Raccoglie simpatizzanti in tutto il mondo e si fa portavoce di una classicità tutta da riscoprire. Tanto che si sta affermando come lingua internazionale, al pari di quelle cosiddette vive. Come la lingua inglese o lo spagnolo.

Tanto da richiedere una certificazione linguistica, proprio come accade per l’inglese, ad esempio. Con il Quadro Comune Europeo di Riferimento, lo strumento che rende spendibile la conoscenza certificata di una lingua nell’ambito professionale. E così anche la lingua latina avrà i suoi sei livelli di conoscenza da A1 e A2 per la capacità di base a B1 e B2 per la competenza media, fino a C1 e C2 per i professionisti della lingua. Una certificazione che potrà diventare anche una carta in più per chi cerca lavoro, magari nel campo scolastico, nella ricerca o in tutto il mondo che ruota attorno all’archeologia.

L’idea di proporre una certificazione linguistica per il latino nasce dalla Consulta Universitaria di Studi Latini che, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di scienze dell’Antichità dell’Università La Sapienza, ha messo a punto un programma pronto a partire entro giugno. I primi test per gli studenti, infatti, potrebbero arrivare già nella prossima estate. Il progetto ha già la firma del protocollo di intesa presso l’Ufficio scolastico regionale del Lazio per far sì che possano partecipare tutti i ragazzi dei licei della regione. Per ora, infatti, il test è aperto su base volontaria agli studenti delle scuole superiori ma presto potrebbe raggiungere anche gli adulti o, comunque, gli studenti più grandi anche a livello universitario.

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