Opinioni

Spettro dell’autismo. L’esperta: “La didattica non basta, più inclusione anche nel gioco e nelle attività sportive”

Non solo un’inclusione limitata alla scuola ma in tutti i contesti di vita, da quello ludico ricreativo a quello sportivo. Da questo dipende una partecipazione che favorisca il diritto alla normalità. E’ questo l’appello lanciato da Maria Nicoletta Aliberti, neuropsichiatra infantile del Gruppo INI-Istituto Neurotraumatologico Italiano, in occasione della Giornata mondiale dell’autismo che si celebra domani.

“I disturbi dello spettro autistico sono un complesso di disturbi dello sviluppo. Caratterizzato da una compromissione della modalità di interazione sociale e della capacità di comunicare del bambino nel rapporto con coetanei e adulti, associati alla presenza di schemi comportamentali alterati, ripetitivi, ristretti”, spiega l’esperta. In questo contesto, dunque, lo splendido lavoro che si fa a scuola è meritorio ma insufficiente. Bisogna, infatti, ragionare su una inclusione che vada oltre le mura scolastiche.

“Per questo è fondamentale individuare azioni riabilitative e psicoeducative che possano aiutare il bambino a individuare le giuste strategie per avviare un graduale e costante processo di inclusione e partecipazione nei contesti di vita e non solo in quello scolastico”, aggiunge. “Se è infatti consolidato in Italia il valore dell’inclusione e l’importanza della partecipazione delle persone con disturbo dello spettro autistico nelle istituzioni scolastiche, l’aspetto sul quale è necessario focalizzare le azioni sinergiche è la condivisione del valore dell’inclusione in tutti i contesti di vita, attraverso il riconoscimento del diritto alla normalità”.

“Per normalità – spiega – si intende il riconoscimento del ‘pari valore’. E questo attraverso la ‘diversa’ espressione della propria capacità di comunicazione, di relazione sociale ed emotiva con gli altri, di apprendimento e conoscenza. Inclusivo è il contesto in cui si possono realizzare condizioni che garantiscano il diritto a ricevere le stesse opportunità delle persone non affette dal disturbo”.

Leggi altre notizie su OggiScuola

Seguici su Facebook e Twitter

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio