Prof, gioie e dolori. Non esistono solo i diritti nel contratto dei docenti, ci sono anche i doveri e una responsabilità civile e penale nello svolgimento delle proprie attività.
I diritti dei prof
Quali sono i diritti previsti per i nostri prof? Per citarne uno, c’è quello di partecipare alle assemblee sindacali, Ricordiamo poi che esiste il diritto allo sciopero, il docente ha il diritto ad assentarsi per malattia. E ancora: c’è il diritto a fruire dei congedi parentali, il diritto alle ferie, il docente può fruire del diritto ai permessi per lo studio. Esistono i permessi retribuiti per motivi familiari e personali, fruibili solo dai docenti di ruolo. Ci sono poi dei permessi per chi ricopre delle funzioni di seggio alle elezioni. Per i docenti che ricoprono incarichi sindacali o politici, esistono degli appositi permessi come per esempio quelli previsti per i docenti impegnati in un mandato politico con carica elettiva.
I doveri
Dopo i diritti, ecco i doveri. Il contratto collettivo di lavoro è comprensivo di norme sugli obblighi di servizio dei docenti. Un docente, all’entrata a scuola alla prima ora, deve essere in classe cinque minuti prima dell’avvio delle lezioni. Oppure all’uscita dell’ultima ora, deve assistere i propri studenti fino al portone della scuola. Uno dei doveri più importanti, perché si lega alla responsabilità della vigilanza degli studenti, è quello della puntualità del docente in classe ad ogni cambio di ora. Il DPR 275/1999 all’art.16, comma 3, stabilisce che i docenti hanno il compito e la responsabilità della progettazione e attuazione del processo di insegnamento e di apprendimento. Gli art.28, 29 e 30 del CCNL scuola 2006/2009 sono riferiti agli obblighi di servizio dei docenti. Che non si limitano all’orario di servizio da svolgere settimanalmente con le classi assegnate, ma anche a tutte le attività funzionali all’insegnamento. Esistono altri importanti doveri che vanno oltre il rispetto dell’orario di servizio, l’obbligo del rispetto del “segreto d’ufficio”. L’obbligo ad eseguire gli “ordini di servizio”.
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