
Il tema dell’aerazione delle aule è molto sentito tra i genitori, docenti e dirigenti scolastici. Ma non c’è una precisa indicazione. E’ lasciata un po’ al libero arbitrio. Una buona prassi prevede l’areazione prima dell’inizio della giornata scolastica e una durante tutte le pause, magari tra una lezione e un’altra.
Il ministero dell’Istruzione con una Faq ha fornito indicazioni specifiche per il settore scolastico, tra cui sanificazione periodica delle suppellettili e degli arredi, uso della mascherina, costante areazione dei locali e igiene delle mani degli alunni e del personale nel corso della giornata di attività, e appunto la possibilità di portare i cappotti in classe.
Il Comitato Tecnico Scientifico si è espresso sul tema rispondendo ad un quesito del Ministero dell’Istruzione, specificando che il rispetto delle prassi generalmente previste per il contenimento del virus (l’igiene delle mani, l’uso della mascherina, l’igiene ambientale), nonché il rispetto delle indicazioni specifiche per il settore scolastico (sanificazione periodica delle suppellettili e degli arredi, uso della mascherina, costante areazione dei locali e igiene delle mani degli alunni e del personale nel corso della giornata di attività) consentono già di limitare la diffusione del virus.
Fino a che il clima l’ha permesso, nelle aule scolastiche era preferibile lasciare le finestre aperte, per consentire una costante areazione e limitare così il rischio di contagio da Covid-19. Non sarà necessario, quindi, lasciare le finestre aperte per tutta la durata delle lezioni
C’è la necessità di assicurare l’aerazione dei locali in cui si svolgono le lezioni, avendo cura di garantire periodici e frequenti ricambi d’aria, cui si provvederà contemperando l’esigenza di costante aerazione dell’ambiente didattico con il diritto degli allievi a svolgere le attività didattiche in condizioni ambientali confortevolii.
RICAMBIO D’ARIA AD OGNI PAUSA DELLE LEZIONI
La Fondazione Veronesi ha stilato le linee guida sulla qualità dell’aria negli ambienti scolastici accettate dalla Commissione Europea prevedono che la “ventilazione può essere pienamente funzionale soltanto durante le pause, la cui durata deve essere pianificata in accordo alle esigenze di ventilazione (ovvero il numero di occupanti, ndr)”.
Una buona pratica di ventilazione potrebbe essere, per lo meno, “aerare le aule prima dell’inizio delle lezioni e poi di nuovo durante ogni interruzione, in tutte le stagioni”.
In Italia, più che in altri Paesi, c’è una tendenza al considerare le correnti e i colpi d’aria come origine certa dei raffreddori, delle otiti e di altri malanni. Il rischio di contagio nei luoghi affollati, come le aule scolastiche, si riduce proprio aprendo spesso le finestre, favorendo il ricambio di aria. La proposta, per ora solo vagliata, sarà quella di fornire a tutte le scuole l’aria condizionata. Ma siamo solo alla fase iniziale.



