Emergenza Coronavirus, sulla chiusura gli esperti non erano d’accordo: misura inefficace

Emergenza Coronavirus, sulla chiusura gli esperti non erano d’accordo: misura inefficace
La notizia della chiusura delle scuole era rimbalzata nel primo pomeriggio. Il Ministro Azzolina aveva detto che il provvedimento, nonostante fosse stato annunciato da fonti governative, era fermo. L’attesa era dovuta al parere richiesto al comitato scientifico. Un comitato voluto dal presidente Conte. Quindi alla conferma dello stop, annunciato dalla Azzolina, tutti hanno immaginato che il comitato avesse dato il placet. invece non è andata così. Al comitato tecnico scientifico nominato dalla Protezione civile, con esperti di ministero alla Salute, Istituto superiore di sanità e Consiglio superiore di sanità, l’idea della chiusura delle scuole non piaceva. Gli esperti sanitari, hanno infatti fatto notare che c’è una limitata evidenza scientifica sull’efficacia di una misura del genere.
Non esistono dati univoci
Non esistono al momento dati che indirizzino verso una capacità della chiusura di ridurre la circolazione del virus. Solo alcuni modelli predittivi indicano una moderata efficacia ma tra l’altro, è stato fatto notare nello stringato parere del comitato, la si otterrebbe esclusivamente con una chiusura assai più prolungata, addirittura di due mesi. Non è stata una bocciatura, perché il parere espresso formalmente non è negativo (e neanche positivo) ma è come se gli esperti, all’unanimità, avessero detto al governo: fate voi ma sappiate che secondo noi non è efficace agire in questo modo.
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