AperturaCopertinaNewsPRIMO PIANOSindacatiULTIMEUncategorized

Reclutamento dirigenti scolastici, Dirigentiscuola: «Quindici anni di caos e ricorsi. Serve l’intervento del Ministro»

Fratta: «Interpretazioni mutevoli e criteri variabili hanno alimentato un contenzioso senza fine. È necessario ristabilire certezza del diritto e rispetto dei principi costituzionali»

ROMA, 9 giugno 2026 – Il reclutamento dei dirigenti scolastici continua a essere al centro del dibattito nazionale. Dopo il confronto svoltosi presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) il 5 giugno scorso, restano ancora aperte diverse questioni strategiche che riguardano la mobilità dei dirigenti, il numero effettivo delle sedi disponibili e i criteri per le prossime nomine.

Secondo Dirigentiscuola, tuttavia, le criticità emerse nelle ultime settimane rappresentano soltanto l’ultimo capitolo di una vicenda che si trascina da oltre quindici anni e che continua a generare incertezza normativa, ricorsi amministrativi e contenziosi giudiziari.

L’associazione evidenzia come il sistema di reclutamento della dirigenza scolastica sia stato caratterizzato nel tempo da interpretazioni differenti delle stesse disposizioni legislative, con conseguenti disparità applicative che hanno prodotto effetti rilevanti sia per i candidati sia per l’intero sistema scolastico.

Mobilità e nomine: i nodi ancora irrisolti

Tra le questioni più urgenti figura la definizione della mobilità interregionale e regionale dei dirigenti scolastici, considerata da Dirigentiscuola un passaggio preliminare indispensabile per determinare il numero reale delle sedi vacanti.

Solo dopo il completamento delle procedure di mobilità sarà infatti possibile conoscere con precisione il contingente di posti disponibili per le nuove assunzioni e procedere alle nomine in modo coerente con il fabbisogno effettivo delle istituzioni scolastiche.

L’associazione sottolinea inoltre come la mancanza di una programmazione stabile abbia contribuito negli anni ad alimentare incertezza e aspettative contrastanti tra vincitori, idonei e candidati inseriti nelle diverse graduatorie.

Le criticità denunciate da Dirigentiscuola

Nel mirino dell’associazione vi sono soprattutto le interpretazioni amministrative considerate non uniformi.

Uno degli esempi più significativi riguarda il criterio di ripartizione dei posti tra le diverse graduatorie. Secondo Dirigentiscuola, il meccanismo del 60%-40% sarebbe stato applicato nel tempo attraverso modalità differenti, determinando situazioni di incertezza e alimentando ulteriori controversie.

Analoga situazione riguarderebbe la distinzione tra vincitori e idonei. Sebbene la normativa abbia progressivamente avvicinato le due posizioni nell’ambito delle graduatorie ad esaurimento, l’applicazione concreta delle disposizioni avrebbe continuato a registrare letture differenti da parte dell’Amministrazione.

«Si continua a cambiare interpretazione da un incontro all’altro», afferma il presidente nazionale di Dirigentiscuola, Attilio Fratta. «Non è accettabile che il reclutamento dei dirigenti scolastici sia diventato terreno permanente di ricorsi e controversie. Chi aspira a guidare una scuola ha diritto a regole certe, trasparenti e stabili».

Dai concorsi del 2011 al 2017: una lunga stagione di contenziosi

Per Dirigentiscuola, gli attuali problemi si inseriscono in un quadro più ampio che ha caratterizzato la dirigenza scolastica negli ultimi quindici anni.

L’associazione richiama infatti alcune delle principali vicende che hanno segnato il settore, a partire dal concorso per dirigenti scolastici in Campania del 2011, passando per il caso delle cosiddette “buste trasparenti” nel concorso della Lombardia del 2014, fino alle controversie relative al concorso nazionale del 2017, ancora oggetto di contenziosi e dibattiti interpretativi.

Una situazione che, secondo l’organizzazione sindacale, avrebbe potuto essere in larga parte evitata attraverso una gestione più coerente delle procedure e una maggiore valorizzazione della dimensione regionale della funzione dirigenziale.

Le proposte per superare l’emergenza

Per riportare stabilità nel sistema e garantire una gestione più efficace delle istituzioni scolastiche, Dirigentiscuola rilancia una serie di proposte già avanzate negli ultimi anni.

Tra le misure indicate figurano:

  • lo sdoppiamento delle scuole sovradimensionate;
  • il superamento delle reggenze attraverso l’assegnazione delle sedi vacanti ai dirigenti in attesa di nomina;
  • il recupero di oltre 500 posti attualmente non utilizzati in maniera stabile;
  • una programmazione trasparente e prevedibile delle future procedure concorsuali e di reclutamento.

Secondo l’associazione, tali interventi consentirebbero di ridurre il ricorso alle reggenze, migliorare la continuità amministrativa nelle scuole e garantire una più efficiente gestione delle risorse professionali disponibili.

L’appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito

Dirigentiscuola chiede ora un intervento diretto del Ministro dell’Istruzione e del Merito per porre fine a quella che definisce una situazione di instabilità ormai cronica.

«Sono inaccettabili quindici anni di ricorsi e contenziosi», conclude Fratta. «L’Amministrazione continua a mantenere la categoria nell’incertezza, modificando interpretazioni e criteri applicativi. Con le persone non si scherza. È arrivato il momento che il Ministro assuma un ruolo diretto e garantisca il rispetto dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa. La scuola ha bisogno di stabilità, chiarezza e regole certe».

L’associazione ritiene che solo un quadro normativo chiaro, accompagnato da procedure trasparenti e uniformemente applicate, possa restituire fiducia ai dirigenti scolastici e assicurare al sistema educativo quella stabilità gestionale richiesta da famiglie, personale scolastico e territori.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio