PEI, Osservatorio182: «Non è un intralcio burocratico, ma uno strumento fondamentale per l’inclusione»
La Federazione interviene sulle ipotesi di modifica del Piano educativo individualizzato e chiede al Ministero indicazioni tempestive per le scuole.
La Federazione Osservatorio182 interviene sulle ipotesi di modifica al Piano educativo individualizzato: «A rischio la progettazione educativo-didattica e la partecipazione delle famiglie». Chiesto al Ministero di fornire indicazioni tempestive alle scuole
Il PEI al centro delle ipotesi di modifica
Il Piano educativo individualizzato (PEI) torna al centro del dibattito sulla scuola e sull’inclusione degli alunni con disabilità.
A intervenire è la Federazione Osservatorio182, che esprime preoccupazione per le modifiche ipotizzate nell’ambito dello schema di decreto-legge predisposto in vista del regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027 e per le dichiarazioni rese dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in merito alla revisione della disciplina del cosiddetto “decreto sostegno”.
Secondo quanto anticipato dal ministro, l’intervento dovrebbe incidere anche sull’articolo 7 del decreto legislativo 66/2017, che disciplina il PEI e costituisce uno dei riferimenti fondamentali del sistema italiano di inclusione scolastica.
Il punto maggiormente discusso riguarda la possibilità che il PEI non debba più essere necessariamente riformulato ogni anno, ma venga aggiornato in presenza di modifiche nelle condizioni di funzionamento dell’alunno.
La possibile «semplificazione» e il ruolo del PEI
La modifica viene presentata come un intervento di semplificazione amministrativa.
Secondo quanto riferito dalla Federazione Osservatorio182, il ministro Valditara avrebbe spiegato che non sarebbe più necessario che le famiglie partecipino ogni anno alla definizione del Piano educativo individualizzato.
L’obiettivo dichiarato sarebbe duplice: da un lato consentire una più puntuale definizione del fabbisogno delle ore di sostegno, favorendo una più tempestiva assegnazione dei docenti; dall’altro ridurre gli adempimenti e gli incontri periodici richiesti alle famiglie.
Per Osservatorio182, tuttavia, la questione non può essere ricondotta esclusivamente alla semplificazione burocratica.
«Il PEI non è un intralcio burocratico», è il messaggio centrale della Federazione, che richiama la funzione pedagogica e progettuale del documento.
Il quadro normativo
Il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, rappresenta uno dei principali riferimenti normativi in materia di inclusione scolastica degli studenti con disabilità.
L’articolo 7 disciplina il Piano educativo individualizzato, definendolo come lo strumento attraverso il quale vengono individuati gli interventi necessari per realizzare il diritto all’educazione e all’istruzione dell’alunno con disabilità.
La normativa stabilisce inoltre che il PEI sia redatto a partire dalla scuola dell’infanzia e aggiornato in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona.
Il quadro è stato successivamente integrato e modificato da ulteriori disposizioni, tra cui il decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182, che ha introdotto il modello nazionale di PEI e le relative modalità di individuazione delle misure di sostegno.
È proprio su questo delicato equilibrio tra continuità progettuale e aggiornamento del documento che si concentra la posizione di Osservatorio182.
«A rischio la progettazione educativo-didattica»
Secondo la Federazione, una modifica che trasformasse il PEI da documento elaborato annualmente a documento prevalentemente aggiornabile potrebbe incidere sulla natura stessa dello strumento.
Il rischio, secondo l’organizzazione, sarebbe quello di indebolire la pianificazione educativo-didattica individualizzata, riducendo il ruolo del PEI a un documento prevalentemente amministrativo e gestionale.
Il Piano educativo individualizzato, invece, non rappresenta soltanto una certificazione delle necessità di sostegno dell’alunno.
La sua funzione riguarda la progettazione complessiva del percorso scolastico, attraverso l’individuazione degli obiettivi educativi e didattici, degli interventi, delle strategie, degli strumenti e delle modalità di verifica più adeguate alle caratteristiche dello studente.
Per questo motivo, secondo Osservatorio182, modificare la periodicità e le modalità di elaborazione del documento richiede particolare attenzione.
La partecipazione della famiglia
Uno degli aspetti maggiormente evidenziati dalla Federazione riguarda il ruolo della famiglia.
Il modello di inclusione previsto dalla normativa italiana si fonda infatti sulla partecipazione dei diversi soggetti coinvolti nel percorso educativo dell’alunno con disabilità.
La famiglia non dovrebbe essere considerata un semplice destinatario delle decisioni assunte dalla scuola, ma un componente del processo di progettazione e corresponsabilità educativa.
«Se venisse confermata l’ipotesi di un PEI non più necessariamente formulato ogni anno, si assisterebbe non solo a un cambiamento significativo nella gestione del documento, ma anche a un possibile indebolimento della partecipazione dei genitori alla definizione del percorso scolastico», sostiene la Federazione Osservatorio182.
Il tema riguarda quindi non soltanto gli aspetti procedurali, ma la stessa dimensione pedagogica e collegiale dell’inclusione.
Il PEI non è soltanto un documento amministrativo
La questione sollevata da Osservatorio182 tocca un punto centrale del sistema di inclusione scolastica: il rapporto tra adempimenti amministrativi e progettazione educativa.
La semplificazione delle procedure può rappresentare un obiettivo condivisibile quando consente alle scuole di concentrare maggiori energie sull’attività didattica e sulla relazione educativa.
La criticità, secondo la Federazione, emerge però quando la semplificazione rischia di incidere sulla qualità della progettazione individualizzata.
Il PEI, infatti, dovrebbe consentire alla scuola di verificare periodicamente il percorso compiuto dall’alunno, individuare eventuali nuove esigenze e ridefinire obiettivi, strumenti e strategie sulla base dell’evoluzione della situazione.
Per questo Osservatorio182 ritiene necessario evitare che il documento venga considerato esclusivamente come un adempimento burocratico collegato alla quantificazione delle ore di sostegno.
«Serve un confronto con le istituzioni»
La Federazione Osservatorio182 annuncia la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni competenti per individuare soluzioni che possano coniugare semplificazione amministrativa, qualità della progettazione educativa e partecipazione delle famiglie.
L’organizzazione chiede che venga mantenuta centrale una visione dell’inclusione fondata sulla persona e sulle sue esigenze educative, evitando che la necessità di rendere più efficienti le procedure finisca per comprimere gli spazi di partecipazione.
«La Federazione Osservatorio182, nel chiedere una necessaria modifica per restituire centralità tanto alla pianificazione educativo-didattica quanto alla partecipazione corresponsabile della famiglia, si rende disponibile per un confronto e per un’attiva collaborazione con le Istituzioni preposte», si legge nel comunicato.
L’obiettivo dichiarato è riaffermare una concezione dell’inclusione scolastica nella quale la persona e il suo percorso educativo rimangano il punto di riferimento principale.
La richiesta al Ministero: indicazioni tempestive alle scuole
La questione assume particolare rilevanza anche in relazione alla tempistica.
Le scuole sono infatti impegnate nella predisposizione dei PEI definitivi, con il termine ordinariamente previsto entro la fine di ottobre.
In questo contesto, l’eventuale introduzione di nuove disposizioni potrebbe determinare interrogativi operativi per dirigenti scolastici, docenti, famiglie e componenti dei Gruppi di lavoro operativi per l’inclusione.
Per questo motivo, Osservatorio182 chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito di intervenire tempestivamente con indicazioni operative chiare e puntuali, qualora le modifiche normative entrassero in vigore.
L’obiettivo è evitare che le scuole si trovino a gestire un eventuale cambiamento del quadro normativo senza strumenti interpretativi e indicazioni applicative sufficientemente definiti.
Inclusione e semplificazione, la sfida è trovare un equilibrio
Il dibattito sul futuro del PEI si inserisce così in una questione più ampia: come rendere più efficienti le procedure amministrative senza indebolire gli strumenti attraverso i quali viene garantito il diritto all’inclusione.
Per la Federazione Osservatorio182, il punto di equilibrio deve essere individuato mantenendo centrale la progettazione educativo-didattica individualizzata, insieme alla partecipazione della famiglia e al contributo di tutti i professionisti coinvolti.
«Il PEI non è un intralcio burocratico», ribadisce la Federazione.
È, nella prospettiva dell’organizzazione, uno degli strumenti attraverso i quali la scuola può trasformare il principio dell’inclusione in un percorso educativo concreto, verificabile e costruito intorno alla persona.
La discussione sulle possibili modifiche normative resta quindi aperta e assume particolare importanza per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, soprattutto per le scuole chiamate in queste settimane a definire i percorsi individualizzati degli studenti con disabilità.
di Redazione



