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Scuola e politica, Macrì (Genova Inclusiva): «Meno striscioni e più sicurezza, sostegno e integrazione»

Il rappresentante di Genova Inclusiva interviene sul caso degli striscioni nelle scuole di Genova e Pinerolo e richiama l’attenzione su sicurezza degli edifici, sostegno agli studenti, inclusione e condizioni del personale scolastico.

Il rappresentante di Genova Inclusiva interviene sul dibattito relativo agli striscioni rimossi e successivamente ricollocati in alcune scuole di Genova e Pinerolo: «La scuola non può diventare un ring della comunicazione politica. Al centro devono esserci i diritti degli studenti e le condizioni di lavoro del personale»

«La scuola non è un ring della comunicazione politica»

Il dibattito sugli striscioni rimossi e successivamente ricollocati in alcune scuole di Genova e Pinerolo continua a suscitare reazioni nel mondo politico e sociale. A intervenire sulla vicenda è Marco Macrì di Genova Inclusiva, che invita a spostare l’attenzione dalle contrapposizioni politiche alle condizioni concrete nelle quali ogni giorno studenti e personale scolastico vivono la scuola.

«Uno striscione diventa per giorni il centro del dibattito pubblico, mentre nelle scuole continuano a esserci problemi molto più concreti e urgenti», afferma Macrì.

Secondo il rappresentante di Genova Inclusiva, il confronto pubblico dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle condizioni degli edifici scolastici, sull’organizzazione dei servizi e sulle risorse necessarie per garantire agli studenti un percorso educativo realmente inclusivo.

Sicurezza, personale e servizi al centro della denuncia

Nel suo intervento, Macrì elenca alcune delle problematiche che, secondo Genova Inclusiva, meriterebbero maggiore attenzione.

«Porte e finestre che non chiudono correttamente, ascensori assenti o fuori uso per mesi, classi con temperature insostenibili, carenza di docenti, insegnanti di sostegno, personale OSE, OSA, OEPAC e infermieri: questi dovrebbero essere i temi sui quali concentrare l’attenzione», sostiene.

Le criticità indicate riguardano ambiti diversi, dalla sicurezza e manutenzione degli edifici alla disponibilità di personale e servizi destinati agli studenti con particolari esigenze.

Il tema dell’edilizia scolastica comprende, infatti, non soltanto la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, ma anche l’accessibilità e il superamento delle barriere architettoniche, aspetti essenziali per garantire una piena partecipazione alla vita scolastica.

Inclusione: «Bambini e ragazzi, non categorie da utilizzare per la comunicazione»

Una parte significativa dell’intervento riguarda l’inclusione scolastica.

«Nelle nostre scuole studiano insieme bambini con disabilità, studenti stranieri e italiani di seconda generazione. Non sono categorie da utilizzare per costruire campagne comunicative. Sono bambini e ragazzi ai quali bisogna garantire diritti, istruzione, inclusione e opportunità», afferma Macrì.

Il tema dell’inclusione riguarda direttamente la capacità della scuola di garantire a ogni studente la possibilità di partecipare alla vita scolastica, attraverso strumenti didattici, educativi e assistenziali adeguati.

Particolare attenzione viene posta da Macrì sulla condizione degli alunni con disabilità e sulla necessità di assicurare la presenza delle figure professionali necessarie a sostenere il percorso educativo e l’autonomia degli studenti.

Il confronto politico tra Salis e Vannacci

Nel comunicato, Macrì prende posizione anche sul crescente livello di polarizzazione del dibattito politico e mediatico.

«Invece assistiamo al derby permanente tra Salis e Vannacci, trasformato in comunicazione politica e in una continua costruzione di consenso e visibilità nazionale», afferma.

Il riferimento è a Silvia Salis e Roberto Vannacci, protagonisti di posizioni politiche differenti e di un ampio dibattito pubblico nazionale.

Macrì contesta in particolare l’utilizzo delle tematiche scolastiche come terreno di contrapposizione politica.

«C’è persino chi sembra già proiettato verso ambizioni politiche sempre più alte, fino al Quirinale. Ma mentre si costruiscono personaggi e narrazioni, nelle scuole i problemi restano», sostiene.

Si tratta di una valutazione politica espressa dal rappresentante di Genova Inclusiva, che ritiene prioritario riportare il dibattito sulle condizioni concrete del sistema scolastico.

«La scuola non può diventare un ring ideologico»

La posizione di Genova Inclusiva viene sintetizzata da Macrì con un appello a evitare che gli istituti scolastici diventino terreno di scontro politico.

«La scuola non può diventare un ring ideologico nel quale destra e sinistra si contendono lo striscione del giorno. La scuola è il luogo nel quale bisogna garantire sicurezza, inclusione e integrazione, indipendentemente dal colore politico».

L’obiettivo indicato è quindi quello di riportare al centro del dibattito pubblico le condizioni necessarie per assicurare agli studenti un ambiente scolastico sicuro e inclusivo.

Secondo Macrì, le questioni relative alla manutenzione degli edifici, alla disponibilità degli insegnanti, al sostegno agli alunni con disabilità e ai servizi per l’autonomia e la comunicazione dovrebbero ricevere maggiore attenzione rispetto alle contrapposizioni legate alla comunicazione politica.

«Uno striscione si può togliere in cinque minuti. Un diritto negato può lasciare conseguenze per anni»

È questo uno dei passaggi centrali dell’intervento.

«Uno striscione si può togliere in cinque minuti. Un diritto negato a un bambino può lasciare conseguenze per anni. È di questo che dovremmo discutere», afferma Macrì.

Il riferimento è soprattutto agli studenti che necessitano di interventi specifici per poter partecipare pienamente alla vita scolastica.

Per Genova Inclusiva, il tema dell’inclusione non dovrebbe quindi essere affrontato soltanto attraverso il dibattito politico o mediatico, ma attraverso l’effettiva disponibilità delle risorse e dei servizi necessari.

«Prima di utilizzare la scuola come palcoscenico politico, sarebbe utile entrarci davvero»

Nella parte conclusiva del comunicato, Macrì rivolge un invito alle istituzioni e alla politica a confrontarsi maggiormente con la realtà quotidiana delle scuole.

«Prima di utilizzare la scuola come palcoscenico politico — conclude Macrì — sarebbe utile entrarci davvero. Non per fare una fotografia, ma per vedere cosa succede ogni giorno nelle aule, nelle periferie e nelle famiglie che affrontano disabilità, povertà educativa e difficoltà di integrazione».

La posizione di Genova Inclusiva è dunque quella di spostare il baricentro del dibattito dalla simbologia e dalla contrapposizione politica alle problematiche concrete che interessano studenti, famiglie e personale scolastico.

Sicurezza degli edifici, inclusione, sostegno, integrazione e qualità dei servizi sono, secondo Macrì, i temi sui quali dovrebbe concentrarsi maggiormente l’attenzione pubblica.

Il confronto sulla presenza degli striscioni nelle scuole resta quindi inserito in una discussione più ampia sul ruolo dell’istituzione scolastica e sui confini tra attività educativa, libertà di espressione e comunicazione politica.

di Redazione

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