Rinnovo CCNL dirigenti scolastici, DIRIGENTISCUOLA: “Priorità a mobilità e reggenze, la politica resti fuori”

Si avvicina l’appuntamento dell’11 maggio per il rinnovo del contratto nazionale dell’Area Istruzione e Ricerca (triennio 2022-2024), ma il confronto tra le parti resta aperto su diversi nodi cruciali. In una lettera indirizzata al Ministro Giuseppe Valditara, il sindacato DIRIGENTISCUOLA ha ribadito la necessità di affrontare con urgenza le questioni normative, oltre a quelle economiche.
Critiche agli aumenti: “Risorse insufficienti”
Secondo il sindacato, le risorse economiche previste per il rinnovo contrattuale risultano inadeguate rispetto alle responsabilità dei dirigenti scolastici. Gli incrementi finora ipotizzati vengono definiti poco più che simbolici, non in grado di rispondere alle esigenze della categoria.
Pur riconoscendo la necessità di chiudere rapidamente la trattativa, DIRIGENTISCUOLA contesta l’ipotesi di rinviare al prossimo contratto (2025-2027) le principali modifiche normative.
Mobilità interregionale: richiesta al 100%
Tra i temi centrali emerge la mobilità interregionale. Il sindacato chiede di portare la quota disponibile al 100%, per consentire ai dirigenti scolastici di avvicinarsi ai territori di residenza.
Una richiesta che nasce dalle criticità generate dai concorsi nazionali, che negli ultimi anni hanno portato molti dirigenti a lavorare lontano dalla propria regione per lunghi periodi.
Revisione disciplinare e tutele
Altro punto ritenuto prioritario è la revisione dell’impianto disciplinare, con l’obiettivo di introdurre maggiore gradualità e garanzie nei procedimenti.
Secondo DIRIGENTISCUOLA, l’intervento dovrebbe essere coerente con quanto previsto dall’Atto di indirizzo ministeriale, rafforzando le tutele per i dirigenti scolastici.
Reggenze: “Una criticità strutturale da superare”
Particolare attenzione viene dedicata al tema delle reggenze, ovvero l’affidamento di più istituzioni scolastiche a un unico dirigente. Una pratica che, secondo il sindacato, continua a interessare centinaia di scuole ogni anno.
Il superamento di questa situazione viene indicato come prioritario per garantire qualità organizzativa e continuità gestionale, in linea con il principio “una scuola, un dirigente”.
La proposta: incarichi temporanei per coprire le sedi vacanti
Per affrontare il problema, DIRIGENTISCUOLA propone il ripristino dell’istituto dell’incarico di presidenza, o di strumenti equivalenti, da assegnare a tempo determinato a candidati già presenti nelle graduatorie concorsuali.
Questa soluzione permetterebbe:
- la copertura delle sedi vacanti
- la riduzione del carico sui dirigenti in servizio
- la valorizzazione di personale già idoneo
Il tutto senza incidere sui limiti di spesa autorizzati dal Ministero dell’Economia.
Il nodo politico: “A decidere siano le parti”
Nel dibattito sul rinnovo contrattuale, il sindacato richiama anche il ruolo della contrattazione collettiva, chiedendo che le decisioni restino in capo alle parti negoziali.
“Siano le parti, e non la politica, a stabilire i propri accordi”, ha dichiarato Attilio Fratta, sottolineando la necessità di garantire autonomia al processo negoziale.
Verso l’incontro dell’11 maggio
In vista del prossimo confronto, DIRIGENTISCUOLA conferma la propria disponibilità al dialogo, ma ribadisce che non sarà accettabile una chiusura rapida delle trattative a scapito delle riforme strutturali.
Sul tavolo restano temi considerati imprescindibili: mobilità, tutele disciplinari e superamento delle reggenze. Questioni che, secondo il sindacato, incidono direttamente sulla qualità del sistema scolastico e sulle condizioni di lavoro dei dirigenti.




